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Niente preavviso ma motivazione

del 07/04/2010
di: di Debora Alberici
Niente preavviso ma motivazione
Sì alle sanzioni Iva senza preavviso ma la cartella dev'essere motivata. Legittima la sanzione Iva del 30% dell'importo non versato senza preavviso al contribuente ma la cartella dev'essere motivata. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 8071 del 2/4/2010, ha respinto il primo motivo di ricorso presentato da una srl che lamentava l'iscrizione a ruolo della sanzione senza “una contestazione preventiva”. Fondato, invece, il secondo motivo di ricorso presentato dalla contribuente. Infatti, secondo la sezione tributaria del Palazzaccio, l'azienda ha diritto di conoscere i motivi della sanzione. Quindi, la cartella deve contenerli. Sono vari i principi affermati dal Collegio di legittimità in queste interessanti motivazioni. Riguardo alla questione del preavviso i giudici hanno messo nero su bianco che «in tema di Iva ed in ipotesi di sanzioni liquidate ai sensi dell'art. 54 bis e 60 del dpr 26/10/1972 n. 633, l'art. 17 del dlgs 18/12/1997, n. 472, prevede l'irrogazione immediata (mediante iscrizione a ruolo e senza previa contestazione) delle sanzioni nella misura del trenta per cento dell'importo non versato; con tale normativa è stato implicitamente abrogato il sesto comma dell'art. 60 citato, nella parte in cui prevedeva l'invio del preventivo invito al versamento in cui unica funzione è quella di dare al contribuente la possibilità di attenuare le conseguenze sanzionatorie della omissione di versamento, posto che la sanzione è stata fissata in misura comunque inferiore a quella cui poteva accedersi in adesione all'invito». Ma non basta. Accogliendo il secondo di sei motivi presentati dalla contribuente, la Cassazione ha precisato inoltre, che la sanzione dev'essere motivata nella cartella. Infatti, ha si legge in un altro interessante passaggio in sentenza, «l'obbligo di motivazione è previsto tutte le volte che, come nel caso di specie, il contribuente non è in grado di conoscere le ragioni della irrogazione delle sanzioni». Nell'enunciare questi due principi i giudici di Piazza Cavour hanno inoltre fatto il punto sul metodo per calcolare la sanzione ribadendo «che in ipotesi di violazioni rilevanti al fini di più tributi, la sanzione base a cui riferire l'aumento indicato nel primo comma (dell'art. 12 del dlgs 472 del 1977) è quella più grave aumentata nella misura prevista dal terzo comma e che quest'ultima, ove le violazioni riguardino periodi d'imposta diversi, deve essere aumentata per effetto dei quinto comma prima dell'ulteriore aumento di cui al comma primo.
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