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Somministrazione solo in ambito Ue

del 06/04/2010
di: di Daniele Cirioli
Somministrazione solo in ambito Ue
Le società di lavoro interinale appartenenti a paesi extracomunitari non possono esercitare in Italia l'attività di somministrazione di lavoro, né iscriversi all'apposito Albo. Lo precisa il ministero del lavoro nell'interpello n. 4/2010 rispondendo ad un quesito dei consulenti del lavoro.

I consulenti hanno chiesto parere in merito alla possibilità per una società svizzera, in possesso dell'autorizzazione cantonale e federale ad operare come società di lavoro interinale, di essere iscritta all'Albo delle Agenzie per il lavoro di cui al dlgs n. 276/2003 (riforma del lavoro) al fine dello svolgimento dell'attività anche in Italia come agenzia autorizzata alla somministrazione di lavoro. Prima di tutto, il ministero ricorda che lo svolgimento dell'attività di somministrazione di lavoro è riservato esclusivamente ai soggetti individuati dal dlgs n. 276/2003: operatori pubblici e privati espressamente autorizzati dallo stesso ministero del lavoro, dalle regioni e dalle province autonome con riferimento al proprio territorio, previo accertamento del possesso degli specifici requisiti giuridici e finanziari. In particolare, tra i requisiti giuridici richiesti ai fini dell'iscrizione all'Albo delle Agenzie che svolgono attività di somministrazione di lavoro, è previsto, in linea con la ratio degli atti normativi comunitari in materia di concorrenza e tutela dei lavoratori, sia la costituzione della Agenzia nella forma di società di capitali o di cooperativa o consorzio di coop, italiana o di altro stato membro della Ue, e sia che la sede legale o una sua dipendenza si trovi nel territorio italiano o di altro stato membro della Ue. Dunque, la disciplina italiana risulta circoscritta agli stati membri dell'Ue. Peraltro, aggiunge il ministero, a nulla rileva l'Accordo 21 giugno 1999 stipulato tra la Confederazione Svizzera e i paesi membri dell'Ue, che prevede la liberalizzazione della prestazione di servizi di breve durata (non superiore a 90 giorni per anno), poiché questo non pregiudica l'applicabilità delle norme vigenti in ciascuna parte contraente in materia di attività delle agenzie di collocamento per impieghi temporanei e interinali. Pertanto, conclude il ministero, sussiste l'impossibilità per le società di lavoro interinale appartenenti a paesi extra Ue di esercitare nel territorio italiano l'attività di somministrazione di lavoro e, quindi, di iscriversi all'apposito Albo.

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