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Giuridicamente inesistente la cartella non notificata

del 06/04/2010
di: di Giuseppe Aliano
Giuridicamente inesistente la cartella non notificata
La cartella di pagamento spedita a mezzo raccomandata a.r. e non notificata ritualmente ai sensi degli art. 26 dpr 602/73 e art. 60 dpr 600/73 è giuridicamente inesistente.

Il principio è stato ribadito dai giudici della Commissione tributaria regionale Abruzzo con la sentenza n. 3/10/10 del 9 luglio 2009 depositata l'8 gennaio 2010, quantunque tale motivazione sia stata assorbita dalle altre doglianze proposte dal contribuente (si verteva in materia di impugnativa dell'iscrizione a ruolo di Irap dichiarata e non versata), in base alle quali è stato respinto l'appello dell'Agenzia delle entrate, condannata al rimborso integrale delle imposte previamente versate.

Il caso in esame trae origine dalla prassi, consolidata, secondo cui l'agente della riscossione affida all'ufficio postale la consegna delle cartelle mediante spedizione con raccomandata a.r., omettendo dunque la prescritta notifica e, soprattutto, la relata prevista dalle norme del c.p.c. cui si richiamano gli artt. 26 dpr 602/73 e 60 dpr 600/73. La Commissione ha evidenziato che, essendo la cartella di pagamento un atto amministrativo unilaterale recettizio, per la sua efficacia deve essere portata a conoscenza del contribuente mediante notifica a termini del combinato disposto degli art. 26, comma ultimo, dpr 29 settembre 1973 n. 602 e art. 60 dpr 29 settembre 1973 n. 600. Peraltro, ha precisato, lo scopo proprio della notifica della cartella di pagamento, nel caso in cui non è prevista la prodromica notifica dell'avviso di accertamento (è il caso del ruolo ex art. 36-bis dpr 600/73), e quello di portare a conoscenza del contribuente che l'ufficio finanziario ha accertato nei suoi confronti un maggior credito di imposta di cui chiede il pagamento, e non quello di porre il contribuente nelle condizioni di ricorrere avverso tale «accertamento», anche se ne costituisca un antecedente. Lo scopo della notifica dell'atto ha natura sostanziale e non processuale e viene raggiunto solo con la materiale e regolare notifica dell'atto nel domicilio fiscale o reale del contribuente. Ne consegue che l'atto amministrativo non notificato va ritenuto giuridicamente inesistente con conseguente prescrizione del credito di imposta e decadenza dal diritto a richiederne il pagamento al contribuente da parte dell'amministrazione finanziaria, in caso di scadenza dei termini di legge, e la proposizione del ricorso avverso tale atto non sana il vizio per raggiungimento dello scopo in quanto la sanatoria prevista dagli art. 156 ss. c.p.c. vale solo per gli atti processuali e non per quelli sostanziali come gli atti impugnabili nel processo tributario, tra i quali rientra la cartella di pagamento. Nello specifico, la cartella di pagamento svolge la funzione di portare a conoscenza dell'interessato la pretesa tributaria iscritta nei ruoli, entro un termine stabilito a pena di decadenza della pretesa tributaria, ed ha un contenuto necessariamente più ampio dell'avviso di mora, la cui notifica è prevista soltanto per il caso in cui il contribuente, reso edotto dell'imposta dovuta, non ne abbia eseguito spontaneamente il pagamento nei termini indicati dalla legge (Cass. civ. 27/7/2007 n. 16412).

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