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Il fisco degli altri

del 02/04/2010
di: La Redazione
Il fisco degli altri
Una rapida normalizzazione dei rapporti con Roma: è questo l'appello lanciato dai nuovi Capitani reggenti del Titano, Marco Conti e Glauco Sansovini, Capi di Stato di San Marino per i prossimi sei mesi. «Siamo consapevoli che il momento storico che sta attraversando la Repubblica è uno dei più complessi e problematici, anche per le relazioni con l'Italia con cui è auspicabile una rapida normalizzazione dei rapporti», hanno fatto sapere Conti e Sansovini, sottolineando il percorso virtuoso intrapreso dalla Repubblica verso la trasparenza, la collaborazione internazionale, il contrasto del riciclaggio e lo scambio di informazioni in materia fiscale. «Questo percorso è stato riconosciuto da numerosi paesi europei ed extraeuropei consentendo a San Marino di uscire dalla procedura rafforzata del Moneyval e di entrare a nella lista dei paesi virtuosi». Sulla scorta di questo cammino, i due nuovi Capitani reggenti hanno espresso la convinzione che anche l'Italia si deciderà a riconoscere l'impegno mostrato dal Titano verso la soluzione dei problemi di scarsa trasparenza finanziaria, vecchio pilastro dell'economia del paese.

Ancora guai giudiziari per il colosso svizzero, Ubs. Le autorità fiscali tedesche hanno aperto un'indagine a seguito di una denuncia depositata da un cittadino che avrebbe accusato la banca di averlo mal consigliato nella gestione dei propri averi e soprattutto di averlo indotto a evadere il Fisco. Secondo la ricostruzione del contribuente, alcuni dipendenti di Ubs lo avrebbero aiutato a procurarsi un domicilio fittizio a Zurigo e avrebbero utilizzato alcune fondazioni di Singapore e di Panama per evadere le tasse in Germania.

Si è conclusa intanto un'altra vicenda giudiziaria relativa a Ubs. Il ministero pubblico della Confederazione svizzera ha escluso il reato di corruzione nell'ambito del procedimento penale aperto nei mesi scorsi contro Ubs in seguito a una denuncia presentata da un cittadino americano, Jeffrey Chernick, che avrebbe dichiarato di aver pagato per mezzo del suo avvocato una tangente di 45 mila dollari a un funzionario dell'Amministrazione federale delle contribuzioni per ottenere informazioni sulla procedura di assistenza amministrativa tra Svizzera e Stati Uniti.

È costato allo Stato 586 milioni di euro soltanto nel 2009 lo scudo fiscale messo in atto da Parigi. La rivelazione è stata fatta dal ministro dell'Economia francese, Christine Lagarde, secondo cui il numero di contribuenti che hanno beneficiato del provvedimento sono stati circa 16.500. Nel 2008, lo scudo fiscale era costato 563 milioni di euro e aveva coinvolto 15.500 cittadini. E sempre sul fronte fiscale, Lagarde ha tenuto a ribadire la volontà della Francia di mettere a punto una tassa sulle banche per prevenire il rischio sistemico ma con modalità divergenti rispetto a quelle richieste dal governo tedesco. «La Germania vuole destinare i proventi di questa tassa a un fondo, mentre la Francia pensa piuttosto di inserirli nel bilancio dello Stato, proprio per rimpinguare le casse pubbliche», ha spiegato la Lagarde secondo cui c'è bisogno di un meccanismo di tassazione che responsabilizzi gli attori finanziari e i banchieri.

Il governo tedesco ha recuperato oltre 200 milioni di euro di tasse non pagate attraverso l'acquisto nel 2008 della lista di evasori del Fisco in possesso di conti correnti nella banca Lgt del Liechtenstein con un esborso di 5 milioni di euro. La consegna dei nominativi da parte di un ex dipendente dell'istituto di credito ha portato all'apertura di 588 investigazioni per evasione fiscale negli ultimi 24 mesi, un terzo delle quali già arrivato a compimento. «L'acquisto di liste di nominativi di persone con conti segreti nei paradisi fiscali è assolutamente necessario per combattere l'evasione, data la mancanza di un sistema di assistenza legale o scambio di informazioni con questi Paese», hanno dichiarato alcuni membri dell'esecutivo tedesco.

A cura di Gabriele Frontoni

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