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L'Iva va rimborsata

del 02/04/2010
di: di Debora Alberici
L'Iva va rimborsata
L'azienda che ha vinto una causa ha diritto, anche se la sentenza non prevede nulla espressamente sull'Iva, ad essere rimborsata delle spese processuali e dell'imposta versata al difensore. Il fatto che l'impresa possa dedurla non cambia le cose.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 7806 del 30 marzo 2010, ha respinto il ricorso dell'Asl di Catania che era stata condannata a versare a una casa farmaceutica 121 euro. Non solo. Il giudice in sentenza aveva condannato l'Azienda sanitaria a versare anche le spese legali fra cui l'Iva in favore dell'impresa. Contro questa decisione l'Asl ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che l'imposta versata dalla srl al difensore poteva da questa essere dedotta e che dunque non doveva essere liquidata insieme alle altre spese legali.

La terza sezione civili del Palazzaccio ha respinto il ricorso dell'azienda sanitaria sottolineando che la detrazione dell'Iva poteva semmai essere fatta valere in sede di esecuzione. La decisione diventa ancora più interessante se si pensa che la Procura generale della Suprema corte aveva chiesto che il ricorso dell'Asl di Catania fosse accolto. Ma il Collegio di legittimità ha deciso per la soluzione opposta stabilendo che «la sentenza di condanna della parte soccombente al pagamento delle spese processuali in favore della parte vittoriosa, costituisce titolo esecutivo, pur in difetto di un'espressa domanda e di una specifica pronuncia, anche per conseguire il rimborso dell'Iva che la medesima parte vittoriosa assuma di aver versato al proprio difensore, in sede di rivalsa e secondo le prescrizioni dell'art. 18 del dpr. 633/72, trattandosi di un onere accessorio che, in via generale, ai sensi dell'art. 91, comma primo, cod. proc. civ., consegue al pagamento degli onorari al difensore. E tuttavia, la deducibilità di tale imposta può, eventualmente, rilevare solo in ambito esecutivo, posto che rimane ferma la possibilità, per la parte soccombente, di contestare sul punto il titolo esecutivo con opposizione a precetto o all'esecuzione, al fine di far valere eventuali circostanze che, secondo le previsioni del citato dpr 633/72, escludano, nei singoli casi, la concreta rivalsa o, comunque, l'esigibilità dell'Iva».

Insomma ora l'Asl dovrà versare alla casa farmaceutica anche l'Iva. Per i giudizio in Cassazione nulla è stato invece disposto sulle spese.

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