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La riforma riparte al senato

del 31/03/2010
di: di Gabriele Ventura
La riforma riparte al senato
La riforma forense riparte al senato. Dopo uno stop forzato durato quasi sei mesi il disegno di legge licenziato dalla commissione giustizia a novembre scorso ha ripreso infatti il suo iter ieri a palazzo Madama. Con lo svolgimento della relazione sui pdl Giuliano (601), Casson (711), Bianchi (1171) e Mugnai (1198). Una ripresa dei lavori che però non fa dormire sonni tranquilli all'avvocatura, scesa in piazza 20 giorni fa per manifestare sia contro i ritardi della politica sia per le modifiche al testo, soprattutto per quanto riguarda l'accesso alla professione, annunciate dallo stesso presidente del senato, Renato Schifani. Tanto più che il presidente dell'Oua, Maurizio de Tilla, facendo riferimento anche ai ritardi della riforma forense ha dichiarato che «si respira un'aria di abrogazione dell'avvocatura». De Tilla, in particolare, ha inviato una lettera a tutti i consigli degli ordini degli avvocati e alle istituzioni e associazioni forensi, invitando a proclamare lo stato di agitazione e uno sciopero contro la cosiddetta «mediaconciliazione». Dal canto suo, invece, il presidente del consiglio nazionale forense, Guido Alpa, non aveva risparmiato critiche alla politica nel corso del V congresso di aggiornamento giuridico-forense. «Il timore che serpeggia tra i legali», aveva dichiarato, «è che il parlamento non porti in porto la riforma della professione, sulla quale gli auspici, nonostante le promesse, non sembrano essere dei più favorevoli». «Se la riforma non si farà», ha sottolineato invece il presidente dell'Oua, «il pericolo è che si consolidi la situazione di crisi in cui versa attualmente la categoria forense». Da vedere, quindi, se l'avvio dei lavori stempererà il clima tra avvocatura e politica. Clima che invece resta teso per l'Unione giovani avvocati italiani, che ha invitato tutti a inviare e fare inviare in massa fax di protesta contro la riforma forense al presidente del senato Schifani. «Vi invitiamo quindi», si legge nella nota, «non solo ad inviare, ma anche a sollecitare , non solo ovviamente gli altri colleghi , ma anche i vostri familiari, parenti, amici, conoscenti a solidarizzare con la nostra protesta e quindi ad inviare quanti più fax (anche dai luoghi professionali, da casa ecc.)». Il contenuto del fax sarà: «con il presente fax esprimo la mia più totale avversione per la riforma forense».
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