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Ruolo sociale alla revisione legale

del 30/03/2010
di: di Andrea Lovelock
Ruolo sociale alla revisione legale
Primo appuntamento convegnistico dell'Istituto nazionale revisori legali dopo il cambio di denominazione che ha seguito di pochi giorni la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del dlgs di recepimento della direttiva europea 2006/43 in materia di revisione legale.

A Pescara, infatti, l'Inrl ha promosso un convegno su ruolo e responsabilità di revisori legali, sindaci e amministratori giudiziari nella gestione delle aziende sottoposte a sequestro e confisca, in collaborazione con la Bnl-Gruppo Bnp-Paribas e l'Aec Underwriting professional Indemnity.

«Non potevamo festeggiare meglio», ha evidenziato il presidente dell'Inrl Virgilio Baresi, «una giornata storica come quella della pubblicazione sulla G.U. del dlgs che sancisce il pieno riconoscimento della revisione legale quale libera professione, tra le poche riconosciute da tutti i paesi europei. E proprio per le tematiche dibattute in questo convegno, si può asserire che quella del revisore legale rappresenta una professione sociale, poiché ispirandosi ai principi di indipendenza, neutralità e trasparenza, desunti anche dal testo del dlgs, tutela sia le aziende che i lavoratori e nel caso di attività svolta negli enti pubblici, salvaguardia anche la collettività e il sistema-paese».

Di grande rilievo, poi, il fatto che i due recenti decreti legislativi afferenti l'attività di revisori e amministratori giudiziari, hanno contestualizzato e definito con rigore il ruolo dei professionisti come sottolineato dal vice presidente dell'Inrl, Roberto G. Carnessale che ha evidenziato i passaggi chiave dei due provvedimenti: «La istituzione dell'albo degli amministratori giudiziari e il passaggio del registro dei revisori legali a un organismo formato dal ministero dell'economia, dove verrà salvaguardato il pluralismo della rappresentatività, costituiscono un punto di partenza fondamentale per la piena affermazione delle professionalità contabili. In particolare nel dlgs 22/02/2010 vanno rilevati punti di grande significato come l'esame per l'abilitazione professionale, la formazione continua e obbligatoria dei revisori, l'estensione dell'obbligo di nomina dei collegi per le srl».

«Mentre riguardo al dlgs 4/2/2010 tra i correttivi che andrebbero apportati nei decreti attuativi», ha concluso Carnessale, «c'è l'inserimento del revisore tra i professionisti abilitati al ruolo di amministratore giudiziario poiché, di fronte all'esigenza di ricostruire una situazione contabile regressa, egli garantirebbe maggiore rigore e fornirebbe gli elementi essenziali per ricollocare la stessa azienda sul mercato, ove ve ne fosse l'opportunità. In altre parole si assicurerebbe la “tracciabilità” contabile di una azienda».

E proprio in merito a questa tipologia di azienda il maggiore della guardia di finanza Giuseppe Bua, ha ricordato come «nella conduzione dell'indagine patrimoniale , che è una vera e propria attività investigativa, ci si deve avvalere di data-base ma anche di altri monitoraggi contabili e la forza di una indagine efficace risiede proprio nella possibilità di un confronto costante con l'autorità giudiziaria. Riguardo poi alle novità relative all'attività investigativa, il nuovo fronte è sicuramente la confisca per equivalente, specialmente nelle truffe ai danni dello stato o nei reati transnazionali, poiché è previsto il sequestro di beni in proporzione al peso dell'attività illegale o di capitali illeciti maturati o di sottrazione erariale perpetrata dai soggetti sottoposti a investigazione».

E sulla piena collaborazione delle figure giudiziarie e professionali che intervengono nel contesto delle aziende sottoposte a sequestro, ha insistito molto anche il vice presidente dell'Inrl, Giuseppe Sanfilippo, portando la propria testimonianza siciliana: «Premesso che le aziende mafiose non hanno il senso dello stato nel loro dna e che spesso si avvalgono di professionisti, diventa cruciale per tutti gli amministratori giudiziari poter dialogare con l'autorità preposta, confrontarsi con i giudici per svolgere fino in fondo il loro compito che è poi quello di mantenere sano il capitale, essere credibili nei confronti delle banche e approvare bilanci reali». Ma l'intervento più seguito e denso di contenuti propositivi è stato quello del procuratore capo presso la procura di Pescara, Nicola Trifuoggi che ha svolto un'analisi rigorosa sulla infiltrazione della criminalità organizzata nel sistema economico del paese. «Purtroppo l'economia “legale” ha commesso l'errore di ritenere possibile lo sfruttamento dell'economia criminalizzata; ma in realtà è accaduto il contrario. Da qui la conseguenza che la infiltrazione della criminalità nel tessuto economico del paese ha generato scandali finanziari che hanno visto coinvolti insospettabili imprenditori. E oggi dobbiamo fronteggiare anche un altro pericolo costituito dalla n'drangheta che con cospicui flussi di liquidità, ha avviato una preoccupante infiltrazione che si sta verificando anche qui in Abruzzo, per il fatto che la ricostruzione post terremoto, attira gli investimenti e quindi la possibilità di riciclaggio».

Dopo aver illustrato questa preoccupante situazione, il procuratore Trifuoggi è poi passato a esaminare i due dlgs: «Ben vengano questi provvedimenti se, come nel caso dei revisori legali, si prefigurano i contributi di categorie professionali in grado di agire con trasparenza e neutralità. Ma purtroppo, nel leggere tutti i passaggi di questi dlgs, in particolare quello sulla revisione legale, ci si rende conto che il decreto legislativo appare confuso, scritto con il dilettantismo che di recente ha prodotto anche quelle norme che hanno abrogato il falso in bilancio. Mi auguro che con i decreti attuativi, si compiano correttivi necessari perché venga legittimata l'etica e l'indipendenza nell'attività contabile».

Nel condividere buona parte dell'intervento di Trifuoggi, il professor Giovanni Puoti, ordinario di diritto tributario presso l'università La Sapienza di Roma e incaricato di diritto tributario alla Luiss-Guido Carli, ha aggiunto: «Ci troviamo di fronte a un dlgs che è di fatto il recepimento di una legge comunitaria e quindi esiste una “superiorità” del diritto comunitario su quello nazionale che dovrà essere salvaguardata attraverso l'interpretazione di ogni suo articolo. E infatti sulla responsabilità civile del revisore: proprio perché ci si ispira a una direttiva comunitaria, stiamo sempre e comunque parlando di una responsabilità di tipo contrattuale, perché si tratta di una “prestazione” di servizi e consulenze».

A chiusura del convegno è poi intervenuto Andrea Marega, Financial lines manager della Ace European Group, una compagnia assicurativa che tra le sue specializzazioni annovera coperture per amministratori giudiziari: «A fronte di risarcimenti danni o coperture specifiche, le nostre valutazioni assicurative si fondano proprio sulle relazioni dei revisori legali. Laddove, quindi, ci sono anomalìe segnalate dai revisori, ci riserviamo di decidere come e quanto fronteggiare l'eventuale copertura richiesta».

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