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Statuto per le professioni

del 27/03/2010
di: di Gabriele Ventura
Statuto per le professioni
Uno statuto delle libere professioni. Per snellire gli ordinamenti ed eliminare le norme del decreto Bersani che «hanno solo punito i professionisti». Lo ha annunciato ieri il ministro della giustizia, Angelino Alfano, che, alla vigilia delle elezioni regionali, ha deciso di scendere in campo per le categorie ordinistiche (si veda ItaliaOggi dell'altroieri). Convocando per il prossimo 7 aprile, presso via Arenula, i presidenti dei Consigli nazionali con il preciso intento di procedere, «in tempi brevissimi, all'individuazione del gruppo e avviare così i relativi lavori», recita la nota diramata dal ministero della giustizia. Alfano costituirà quindi, presso la sede del dicastero, un gruppo di lavoro mirato alla formulazione dello statuto. Obiettivo principale è lo snellimento degli ordinamenti «per un'impostazione più rispondente alle moderne esigenze di ambiti professionali proiettati ormai in uno scenario internazionale». «Con la costituzione del gruppo di lavoro», si legge nella nota, «sarà possibile eliminare eventuali sovrapposizioni di norme che, nel tempo, si sono succedute ed inoltre procedere all'eliminazione di quelle che, introdotte nella precedente legislatura, lungi dall'avere beneficiato i cittadini, hanno solo punito i professionisti». Piena soddisfazione da parte dei due coordinamenti di rappresentanza degli ordini, il Cup e il Pat. Mentre le libere associazioni hanno già preso contatti con il Guardasigilli per essere coinvolte nel dibattito sulla riforma delle professioni. Il Cup, da parte sua, conferma piena collaborazione. «C'è ampia disponibilità ad ascoltare tutte le soluzioni utili al sistema ordinistico», ha detto il presidente Marina Calderone (consulenti del lavoro), «la nostra sarà una convinta partecipazione. Esprimiamo quindi soddisfazione per la scelta del ministro di occuparsi in prima persona delle professioni e del decreto Bersani. Il fatto che abbia convocato gli ordini professionali è un aspetto di grande rilievo, perché significa che la politica vuole lavorare alla riforma delle professioni partendo dall'ascolto». «Siamo soddisfatti», ha dichiarato il vice coordinatore del Pat, Giuseppe Jogna (periti industriali), «è una convocazione che attendiamo da tempo dato che sono già passati due anni dall'insediamento di questo governo e delle liberalizzazioni di Bersani non si è mai parlato negli ambiti dove si prendono le decisioni». Di tutt'altro avviso le libere associazioni. Il Colap invierà lunedì una lettera ad Alfano per chiedere il coinvolgimento dei senz'albo. «Pensiamo di averne diritto», ha detto il coordinatore Giuseppe Lupoi, «siamo dei professionisti e leggi dello stato ci riconoscono come tali». Assoprofessioni, invece, ha inviato proprio ieri una lettera al Guardasigilli, a firma del presidente Giorgio Berloffa e del segretario Sergio Gambini. «Siamo certi», si legge, «che non vorrà limitare il confronto alle sole professioni ordinistiche, che rappresentano una parte certamente decisiva del mondo professionale, ma non sono più, ormai da diversi anni, l'unica e neppure la più numerosa espressione di questa attività».
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