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Bankitalia solo a banche italiane

del 10/01/2014
di: Valerio Stroppa
Bankitalia solo a banche italiane
La Banca d'Italia agli italiani. Si potrebbe sintetizzare così la principale modifica al dl n. 133/2013 recata dal ddl di conversione, approvato ieri dall'aula del senato e ora atteso alla camera. Banche e assicurazioni potranno partecipare al capitale di via Nazionale solo se hanno sede legale e amministrazione centrale in Italia. Stop quindi alla possibilità di partecipazione per gli enti finanziari con quartier generale in un paese Ue. E laddove gli enti domestici venissero acquisiti da soggetti extracomunitari, scatterà l'obbligo di dismissione delle proprie quote. Via libera invece a enti e istituti di previdenza e assicurazione aventi sede legale in Italia, fondi pensione e fondazioni di origine bancaria di cui all'articolo 27 del dlgs n. 153/1999. Si riduce anche la quota massima del capitale detenibile da ciascun soggetto.

La soglia viene ora fissata al 3%, invece del 5% precedentemente previsto: per le quote possedute in eccesso il diritto di voto sarà sterilizzato, né spetteranno dividendi (che saranno imputati a riserva).

La riduzione del novero degli investitori che possono acquisire le quote di partecipazione al capitale dell'istituto è prevista da un emendamento presentato dalla commissione finanze approvato quasi all'unanimità. La modifica interessa l'articolo 4 del provvedimento, che autorizza la Banca d'Italia ad aumentare il proprio capitale mediante utilizzo delle riserve statutarie all'importo di 7,5 miliardi di euro. Il valore unitario delle singole quote di nuova emissione passa da 20 mila a 25 mila euro. Accolto anche un emendamento promosso dal Movimento 5 Stelle (primo firmatario il senatore Giuseppe Vacciano), secondo cui, qualora banche e assicurazioni partecipanti perdano il requisito di sede legale in Italia, si dovrà procedere alla vendita delle quote. Anche a seguito di fusione o incorporazione con un player estero.

Per mantenere l'equilibrio nella composizione del capitale richiesto dalla legge, Palazzo Koch potrà acquistare temporaneamente le proprie quote e stipulare contratti aventi a oggetto le medesime. La decisione spetterà al Consiglio superiore, previo ok del collegio sindacale. Tali operazioni dovranno essere realizzate con modalità che assicurino trasparenza, parità di trattamento e salvaguardia del patrimonio della Banca d'Italia, con riferimento al presumibile valore di realizzo. Bankitalia, inoltre, dovrà riferire annualmente alle camere in merito alle operazioni di partecipazione al proprio capitale.

Pressoché invariate le altre disposizioni dell'articolo 4 del dl n. 133/2013. Ai partecipanti potranno essere distribuiti dividendi annuali, a valere sugli utili netti, per un importo non superiore al 6% del capitale. Respinte invece tutte le proposte di modifica all'articolo 5 del decreto, che disciplina gli organi della Banca d'Italia.

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