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Anche la moschea nel piano regolatore

del 10/01/2014
di: di Dario Ferrara
Anche la moschea nel piano regolatore
C'è chi dice no: alle moschee, per esempio. Ma se è il comune a farlo, addirittura nel piano di governo del territorio, va incontro a una bocciatura sicura. È quanto avviene a Brescia dove è annullata la delibera del Consiglio comunale laddove l'amministrazione non si fa carico delle esigenze delle confessioni diverse dalla religione cattolica. Lo stabilisce il Tar Lombardia con la sentenza 1176/13, pubblicata il 28 dicembre scorso dalla prima sezione della sede bresciana.

Limitazione inammissibile. A ottenere lo stop alla delibera di approvazione del Pgt è l'associazione culturale islamica Muhammadiah, cui va riconosciuta la qualifica di «associazione esponenziale». Non ha buon gioco l'amministrazione locale nel tentare di negare la legittimazione attiva della controparte sostenendo che il centro islamico non rappresenterebbe l'intera comunità musulmana in città: non tutte le religioni, osservano i giudici, sono organizzate come la Chiesa cattolica secondo una struttura piramidale con una autorità di vertice, mentre restringere la legittimazione ai soli gruppi sociali organizzati in via unitaria equivarrebbe a negare di fatto la tutela giurisdizionale a un vasto insieme di interessi. Ed è noto che a Brescia c'è una forte comunità musulmana.

Omessa istruttoria. Il ricorso è fondato nel merito perché al Pgt del comune è mancata una corretta istruttoria: l'amministrazione mostra infatti di non aver realtà sociali espressione di religioni non cattoliche, specialmente islamiche, esistano in città. E soprattutto l'ente non valuta le istanze dell'associazione islamica in termini di servizi religiosi e di decidere motivatamente se e in che misura esse possano essere soddisfatte nel conseguente piano dei servizi. Le norme, peraltro, impongono la stipula di una convenzione fra amministrazione e associazioni, che deve ritenersi richiesta per realizzare opere con «contributi e provvidenze» pubblici. Risulta annullata anche la classificazione imposta dall'amministrazione all'immobile che include l'edificio nei nuclei di antica formazione soltanto per il quartiere in cui sorge: servirà anche qui una corretta istruttoria che tenga conto delle caratteristiche dell'immobile. Spese di giudizio compensate per metà.

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