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Scambio dati Ue sulle multe

del 10/01/2014
di: di Stefano Manzelli ed Enrico Santi
Scambio dati Ue sulle multe
Tra pochi mesi sarà più difficile circolare in Italia e all'estero incuranti delle multe. Partirà infatti lo scambio informativo sulle infrazioni stradali più comuni che permetterà alla polizia stradale di uniformare la modulistica e la richiesta di pagamento dei verbali. Lo specifica lo schema di dlgs approvato dal governo il 21 novembre 2013, in attesa di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il 7 novembre 2013 è formalmente scaduto il termine entro il quale gli stati membri avrebbero dovuto recepire la direttiva 2011/82/Ue intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero sulle informazioni in materia di sicurezza stradale. Sono otto le tipologie di violazioni che rientrano nel campo di applicazione della direttiva. In dettaglio: eccesso di velocità, mancato uso della cintura di sicurezza, mancato arresto davanti a un semaforo rosso, guida in stato di ebbrezza, guida sotto l'influsso di sostanze stupefacenti, mancato uso del casco protettivo, utilizzo di una corsia vietata (corsia di emergenza, corsia preferenziale per il trasporto pubblico o corsia chiusa per motivi di congestione o di lavori stradali), uso indebito di cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida. La direzione generale per la motorizzazione sarà il punto di contatto nazionale che dovrà garantire ai punti di contatto degli altri stati membri la consultazione automatizzata dei dati nazionali di immatricolazione dei veicoli. La competenza ad avviare i procedimenti che conseguono alle infrazioni sarà degli organi di polizia di cui all'articolo 12 del codice della strada. Gli organi di polizia di cui all'articolo 12 del codice della strada dovranno trasmettere telematicamente alla motorizzazione le richieste di dati relativi ai veicoli e ai proprietari o gli intestatari di veicoli immatricolati negli altri stati Ue. Il punto di contatto nazionale provvederà a inoltrare tali richieste al punto di contatto nazionale dello stato membro interessato, attraverso consultazioni automatizzate, e fornirà poi all'organo di polizia richiedente le informazioni ottenute. Con l'avvio dei procedimenti, gli organi di polizia dovranno informare per iscritto il proprietario, l'intestatario del veicolo o il trasgressore. La lettera di informazione includerà ogni informazione pertinente, in particolare, la natura dell'infrazione stradale, il luogo, la data e l'ora dell'infrazione, il riferimento all'articolo del codice della strada oggetto della violazione, la relativa sanzione e, ove opportuno, i dati riguardanti il dispositivo usato per rilevare l'infrazione. Il testo dovrà essere redatto in una delle lingue ufficiali dello stato membro di immatricolazione. I dati ricevuti potranno essere comunicati dalla motorizzazione e dagli organi accertatori a privati solo nei casi specificamente previsti dalla legge, informandoli delle finalità esclusive per le quali i dati potranno essere utilizzati. Se il punto di contatto di un altro stato membro indicherà termini per la conservazione dei dati comunicati, la motorizzazione dovrà darne informazione agli organi accertatori, i quali, alla scadenza, dovranno cancellare i dati, se i dati non saranno necessari per lo svolgimento del procedimento di infrazione in corso, per l'accertamento di reati o per l'esecuzione di sanzioni. Il pagamento della multa dovrà essere effettuato all'autorità competente dello stato in cui viene accertata la violazione, secondo le modalità e i termini stabiliti dalle disposizioni nazionali. In caso di mancato pagamento, la direttiva cita soltanto nelle premesse la decisione quadro 2005/214/gai del Consiglio sul reciproco riconoscimento delle sanzioni pecuniarie. Nella consapevolezza che la questione riveste un carattere critico la nuova direttiva fissa già i criteri da osservare nella stesura di una successiva disciplina che dovrà essere adottata per definire in dettaglio le procedure conseguenti al mancato pagamento della sanzione, a prescindere dalla natura civile o penale della sanzione e nel rispetto delle leggi e delle procedure nazionali. Da notare infine che nell'ambito dei vari paesi dell'Unione europea lo stato di attuazione della direttiva 2011/82/Ue si presenta contrastante e divergente, presentando dubbi sull'effettiva e piena entrata a regime del sistema di scambio dei dati sui veicoli. Tre Stati non sono obbligati a recepire la direttiva (Regno Unito, Irlanda e Danimarca) mentre la Germania ha già dato attuazione alle nuove regole.

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