Consulenza o Preventivo Gratuito

Il fisco soffoca il lavoro

del 09/01/2014
di: di Luigi Pessina presidente nazionale dell'Ancit
Il fisco soffoca il lavoro
È tempo di bilanci e di programmi per il futuro anno.

La politica ci dice che sarà l'anno del rilancio. Bene, speriamo che sia davvero così perché ormai i nostri studi stanno facendo oltre alla consulenza tributaria anche consulenza e supporto psicologico ai clienti che non riescono più a ottemperare gli impegni fiscali e previdenziali che lo Stato pretende e non vorremmo rischiare qualche denuncia per «esercizio abusivo della professione medica»…

La verità purtroppo è che se la crisi realmente è terminata, i suoi effetti devastanti si protrarranno ancora per anni.

La stampa dice che dal 2008 al 2012 si sono persi 9 punti di pil e se la crescita stimata dal Governo fosse confermata all'1% all'anno, ci vorrebbero ben nove anni per tornare al livello del 2008. Vista così la questione non è certo incoraggiante e la sola notizia della… «ripresa»…. non è stato motivo sufficiente a far passare a noi e a tutti gli italiani un sereno Natale.

Ciò nonostante ogni giorno, noncuranti di quello che succede nel mondo, ci rechiamo nei nostri studi per ottemperare agli impegni e per svolgere i nostri servizi professionali con la massima perizia e qualità possibile. Non ci fermano i forconi, le inondazioni e i dissesti idrogeologici del territorio, le indecisioni di chi ci governa sull'Imu e sugli acconti Iva, che ci costringono a lavorare perennemente in emergenza e a rifare cento volte le stesse operazioni; ma d'altra parte come si può pretendere di programmare il lavoro dovendo dipendere da chi la parola «programmazione» la ignora proprio?

Quello che invece dobbiamo pretendere tutti insieme associati o semplici cittadini, è il rispetto dalle istituzioni. Quel rispetto che quasi sempre è mancato nei nostri confronti. Quel rispetto che dovrebbe essere la base della collaborazione tra cittadino e Stato e che invece si manifesta solo a senso unico verso di esso.

Il 2014 «deve» portarci aria nuova e con se nuovi attori nella scena pubblica. Come sostengo da tempo, solo cambiando le persone si possono trovare vie nuove. Se così non sarà allora anche i professionisti dovranno scendere sul piede di guerra facendo sentire la propria voce invece di subire ogni sopruso nel nome della dedizione allo Stato. Schiacciati da un carico fiscale e previdenziale che si erode quasi il 70% dei nostri guadagni non potremo tergiversare ancora molto.

Non vogliamo privilegi! Vogliamo solo lavorare e dare lavoro ai nostri collaboratori! Lasciatecelo fare.

vota