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Burocrazia soft nelle assunzioni

del 09/01/2014
di: di Simona D'Alessio
Burocrazia soft nelle assunzioni
Burocrazia più «soft» per le imprese: meno oneri amministrativi per nuove assunzioni di personale, nonché in tema di rispetto delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. E, sul fronte degli ammortizzatori sociali, la continuazione di un percorso riformatore, che porterà (nei prossimi mesi) ad una «stretta» sui criteri per l'accesso alla cassa integrazione. Argomenti che, insieme ad altre misure per il rilancio dell'occupazione (una su tutte la Garanzia giovani, il piano europeo per l'inserimento e la formazione degli under24 che partirà nel 2014) saranno oggi pomeriggio al centro del confronto convocato dal governo con le parti sociali, a palazzo Chigi. Alla voce «semplificazioni» il ministero del welfare intende inserire delle facilitazioni procedurali di cui beneficerebbero le aziende, in particolare nell'ambito delle comunicazioni obbligatorie (l'invio online degli avvisi al dicastero di via Veneto riguardanti instaurazione, proroga, trasformazione, e cessazione di un rapporto con un dipendente o un collaboratore, che vanno effettuati seguendo una serie di parametri prestabiliti) e dell'osservanza della disciplina sulla sicurezza dei lavoratori, secondo quello che riferiscono a ItaliaOggi fonti sindacali. Minori vincoli, dunque, per favorire, nelle intenzioni dell'esecutivo, l'incremento del personale e il mantenimento di quello esistente.

Ma nella stessa giornata in cui il premier Enrico Letta incontrerà il commissario europeo all'occupazione László Andor, in visita a Roma, sul tavolo si riaprirà il capitolo della revisione delle misure per il sostegno al reddito (si veda ItaliaOggi del 29/11/2013). Non senza, però, affrontare dapprima la questione della somma spettante per la cig del 2013, poiché le regioni continuano a sottolineare di essere in attesa del rifinanziamento di 330 milioni, che andrebbero ad aggiungersi ai circa 2,5 miliardi già messi a disposizione nel corso dell'anno passato, mentre per il 2014 la quota è di 1,6 miliardi. E, infine, spazio alla discussione sui fondi di solidarietà: la legge di stabilità ne ha spostato la costituzione al 31 marzo, ma gli effetti pratici di tali iniziative «non saranno immediati», chiudono i sindacati, pertanto bisognerà valutare attentamente la questione.

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