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Invalidità, pensionati fuorigioco

del 09/01/2014
di: di Daniele Cirioli
Invalidità, pensionati fuorigioco
Fuorigioco gli invalidi in giudizio con l'Inps sul riconoscimento della pensione d'invalidità in base al requisito personale e non familiare: hanno solo diritto alla pensione, non anche agli arretrati per i periodi antecedenti a 28 giugno 2013. Lo spiega la Corte di cassazione nella sentenza n. 27812/2013 interpretando la norma del dl n. 76/2013 che, non senza «qualche ambiguità», stabilisce appunto che il diritto alla pensione d'invalidità si basa solo sul reddito personale. Stessa sorte tocca alle istanze d'invalidità presentate prima del 28 giugno 2013 e non ancora decise: il diritto a pensione è valutato sulla base del solo reddito personale, ma l'erogazione fino al 28 giugno sulla base del reddito familiare.

Un passo indietro. La pronuncia scrive un nuovo capitolo sulla vicenda sorta all'inizio dello scorso anno. A gennaio 2013 l'Inps di punto in bianco cambiò criterio per la verifica del requisito reddituale ai fini del diritto alla pensione d'invalidità: anziché valutare solo il reddito dell'invalido (come aveva fatto fino al 2012), stabilì che dal 2013 si dovesse fare riferimento al reddito familiare (si veda ItaliaOggi dell'8 gennaio 2013). Il cambio d'indirizzo veniva giustificato dall'orientamento giurisprudenziale (anch'esso nuovo) ma ebbe vita breve. Con messaggio n. 717/2013, infatti, l'Inps stoppò il nuovo criterio su indicazioni del ministero del lavoro che annunciò una circolare di chiarimento. Quella circolare non è mai arrivata, mentre il 28 giugno è entrato in vigore il decreto lavoro (dl n. 76/2013) che all'art. 10, comma 5 detta la soluzione normativa alla questione stabilendo che «il limite di reddito per il diritto alla pensione d'inabilità … è calcolato con riferimento al reddito agli effetti dell'Irpef con esclusione del reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte».

La Corte di cassazione. La nuova norma è presa in considerazione dalla Corte di cassazione che deve decidere il ricorso dell'Inps avverso una sentenza della corte di appello di Messina che ha riconosciuto il diritto alla pensione a un invalido da dicembre 2006 sulla base del solo reddito personale. La Corte osserva, tra l'altro, che la «nuova norma si applica anche alle domande … e ai procedimenti giurisdizionali non conclusi con sentenza definitiva alla data di entrata in vigore», cioè al 28 giugno 2013, «limitatamente al riconoscimento del diritto a pensione a decorrere dalla medesima data, senza il pagamento di importi arretrati», né «recupero degli importi erogati prima…». Nonostante «l'intervento del legislatore presenti qualche ambiguità», la Corte ritiene che possano trarsi alcuni principi «che indirizzano sia l'attività amministrativa che quella giudiziaria».

Sanatoria (per l'Inps) fino a giugno 2013. Praticamente la Cassazione precisa che, in base alla nuova norma, le posizioni in essere al 28 giugno 2013, per domande d'invalidità presentate prima di tale data e per contenzioso pendente alla stessa data, vanno valutate in questo modo:

a) il diritto alla pensione è accertato sulla base del solo reddito personale;

b) l'erogazione della pensione dal 28 giugno 2013 spetta sulla base del reddito personale;

c) l'erogazione della pensione prima del 28 giugno spetta sulla base del reddito familiare.

Dunque il dl n. 76/2013 ha finito per dare ragione all'Inps: prima del 28 giugno 2013, la pensione è erogata sulla base del requisito «familiare». Poiché la norma vieta all'Inps di chiedere la restituzione delle somme già erogate, la novità volge a sfavore solo delle posizioni ancora aperte al 28 giugno 2013 (domande o ricorsi). Come quella dell'invalido ricorrente della sentenza in esame, il quale vedrà una nuova Corte di appello decidere la sua posizione con il riconoscimento del diritto alla pensione da dicembre 2006, ma con erogazione solo a partire dal 28 giugno 2013.

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