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Durc, un adempimento caro e inutile

del 31/12/2013
di: Antonio Giancane
Durc, un adempimento caro e inutile
Il Durc, cioè il Documento unico di regolarità contributiva è da anni un incubo per molte imprese, costrette ad acquisire documentazioni che ne comprovino la buonafede di fronte agli obblighi fiscali e contributivi. Ma in realtà non serve assolutamente a nulla.

Il Durc è l'attestazione necessaria all'impresa per confermare che ha assolto gli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di Inps, Inail e Cassa edile. Serve inoltre per tutti gli appalti e subappalti di lavori pubblici.

La legge in proposito parla chiaro: se l'attività di impresa prevede un appalto, allora bisogna produrre il Durc dell'azienda appaltatrice, da cui risulti la regolarità dei versamenti contributivi ai dipendenti. In caso contrario scatta la responsabilità solidale: la colpa dell'eventuale evasione contributiva si trasferisce in pieno ai committenti, lungo tutta la filiera. Insomma, la pubblica amministrazione cerca qualcuno che alla fine paghi.

Basta? No. Prima dell'invenzione del Durc, c'era un'altra legge che prescriveva che l'impresa appaltante doveva comunque accertare se le ditte subappaltatrici fossero in regola. Poiché questa norma non è stata a suo tempo abrogata, i solerti ispettori dell'Inps ne hanno concluso che è ancora valida. E che il Durc serve sì, ma non basta. Eppure il Documento di regolarità contributiva viene rilasciato dalla pubblica amministrazione proprio per evitare indagini private.

Niente da fare: se una ditta ha qualche irregolarità nel versamento dei contributi, l'istituto non fa altro che fotocopiare notifiche di pagamento con multe annesse e mandarle a tutte le ditte, considerate responsabili in solido, con le quali direttamente o indirettamente ha lavorato dalla data dell'infrazione ad oggi. Come dire, una pesca a strascico.

E il Durc prodotto dalle imprese appaltanti? Di fatto è carta straccia; a Inps e Inail preme recuperare il denaro, e per questo bloccano tutti i pagamenti tra le imprese coinvolte nella retata.

Così se a distanza di anni dal rilascio del Durc, l'Inps si accorge che i versamenti non sono stati regolari, invece di rispondere dell'emissione di un documento non veritiero, mette in mezzo chiunque abbia dato nel frattempo un appalto a quella ditta! Com'è successo recentemente alla Berengo Spa, azienda di Marghera specializzata nella costruzione e nel montaggio di impianti industriali e navali. Il cui consigliere delegato Giancarlo De Lazzari si è vista recapitare una notifica che riguarda un suo vecchio subappaltatore, che aveva pagato meno contributi del dovuto sulle indennità di trasferta in un altro appalto. Niente più di un errore contabile, prontamente corretto dall'azienda interessata, che ha rischiato però di creare danni enormi.

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