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Un fisco a misura di politica

del 31/12/2013
di: di Antonio G. Paladino
Un fisco a misura di politica
Un fisco a misura di politica. A decorrere da domani le erogazioni liberali a favore dei partiti politici potranno essere detratte dall'Irpef nella misura del 37%, ovvero del 26% se riferite a donazioni che superano i 20 mila euro. Sarà altresì possibile detrarre il 75% delle spese sostenute per la frequenza di corsi di formazione politica, se organizzate dagli stessi partiti e movimenti politici. Infine, prevista la possibilità di versare contributi via sms o chiamate telefoniche. In questi casi, gli addebiti delle compagnie telefoniche sono da considerarsi esclusi da campo di applicazione Iva.

È quanto prevede il decreto legge n. 149/2013, in Gazzetta Ufficiale n. 303 di sabato scorso, recante misure in materia di abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore.

Detrazioni Irpef/Ires per erogazioni liberali. All'articolo 11, in dettaglio, si prevede che dal 2014, le erogazioni liberali che i cittadini intendono effettuare a favore dei partiti politici possano godere di un regime molto favorevole di detrazione fiscale. In particolare, dall'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche si potrà detrarre il 37% per erogazioni comprese tra un minimo di 30 euro e un massimo di 20.000, ovvero il 26% per importi tra 20.001 e 70.000 euro. Per quanto riguarda le società, la stessa disposizione prevede la possibilità di detrarre dall'Ires il 26% dell'importo erogato a favore dei partiti politici, per importi compresi tra 50 e 100 mila euro.

Tutte le detrazioni sono consentite a patto che le erogazioni siano eseguite con pagamenti tramite sportello bancario o postale o con altri strumenti che rendano tracciabile la transazione, soprattutto in relazione all'esatta identificazione del suo autore, così da permettere all'amministrazione finanziaria lo svolgimento dei relativi controlli. Controlli che, si legge nel dl, potranno essere specificatamente regolamentati con apposito decreto del Mineconomia. Infine, viene messo nero su bianco l'importo massimo delle commissioni richieste in caso di erogazione liberale a favore dei partiti, effettuata con carte di credito o di debito. Il dl precisa che le spese di commissione non possono superare lo 0,15% dell'importo transatto.

Detrazione scuole formazione politica. Ma il pacchetto di benefici previsti per i contribuenti italiani non si limita alle erogazioni liberali. Dal prossimo anno, infatti, sarà possibile detrarre dall'imposta lorda sul reddito un importo pari al 75% delle spese sostenute dalle persone fisiche, per la partecipazione a scuole o corsi di formazione politica «promossi e organizzati» dai partiti politici. La detrazione per la frequenza di tali corsi sarà consentita nel limite massimo di 750 euro per ogni anno e per singolo individuo. Per ottenere la detrazione, la condizione è che le scuole o i corsi di formazione politica siano appositamente previsti in un «piano per la formazione politica» che i partiti dovranno presentare entro il 31 gennaio di ogni anno (per quest'anno entro i 20 giorni dalla data di conversione del dl 149). Piano che dovrà mettere nero su bianco quali temi intende sviluppare, i destinatari dell'offerta formativa, le modalità di svolgimento e i relativi costi.

Raccolte fondi via cellulare. I partiti potranno, infine, richiedere agli italiani di partecipare alla vita politica anche mediante il telefono, dopo che il garante delle comunicazioni avrà dato il suo via libera all'apposito codice di autoregolamentazione. L'articolo 13 è dedicato alla raccolta di fondi per campagne che promuovano tale partecipazione sia attraverso sms o altre applicazioni da telefoni mobili sia con chiamate telefoniche. L'eventuale raccolta di fondi con tali strumenti costituisce erogazione liberale (e quindi detraibile ai fini Irpef per un importo non inferiore a 30 euro) e gli addebiti, in qualunque forma effettuati dai soggetti che forniscono servizi di telefonia, degli importi destinati dai loro clienti ai partiti, sono esclusi dal campo di applicazione Iva.

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