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Servizi socio-sanitari, Iva 4%

del 31/12/2013
di: di Franco Ricca
Servizi socio-sanitari, Iva 4%
Per le cooperative sociali e i loro consorzi, torna l'Iva del 4% sui servizi socio-sanitario-assistenziali resi a beneficio delle categorie deboli, nonché la facoltà di scegliere, se ritenuto più vantaggioso, il trattamento di esenzione. Le novità sono contenute nell'art. 1, comma 172, della legge numero 147/2013 (Stabilità 2014), che per tali cooperative ripristina, pressoché senza soluzione di continuità, il quadro normativo preesistente alla legge numero 228 del 2012, modificando completamente il contenuto delle disposizioni dei commi 488 e 489 dell'articolo 1 di detta legge. Il tutto “in vista della riforma dei regimi Iva speciali dell'Unione europea”.

La stretta

della legge del 2012

Il comma 488 dell'art. 1 della legge 228/2012 aveva disposto la soppressione del n. 41-bis della tabella A, parte II, allegata al dpr 633/72, che assoggettava all'aliquota minima del 4% le prestazioni socio-sanitarie, educative, comprese quelle di assistenza domiciliare o ambulatoriale o in comunità e simili o ovunque rese, in favore degli anziani e inabili adulti, di tossicodipendenti e malati di Aids, degli handicappati psicofisici, dei minori, rese da cooperative e loro consorzi, sia direttamente che in esecuzione di appalto o convenzioni in genere. Il medesimo comma 488, inoltre, inserendo il n. 127-undevicies nella tabella A, parte III, allegata al decreto del presidente della repubblica 633/72, aveva previsto l'aliquota intermedia del 10% sia per le suddette prestazioni, sia per quelle indicate nei punti 18, 19, 20 e 21 dell'articolo 10 del decreto del presidente della repubblica 633/72 destinate alle medesime categorie deboli prima indicate, allorquando rese da «cooperative sociali e loro consorzi» in esecuzione di appalti o convenzioni.

Il comma 489, infine, aveva soppresso il comma 331 dell'articolo 1 della legge numero 296/2006, che, da un lato, ampliava la portata oggettiva dell'aliquota del 4% di cui al numero 41-bis e, dall'altro, consentiva alle cooperative sociali, onlus di diritto, di scegliere se applicare l'aliquota del 4% oppure il trattamento di esenzione.

Queste modifiche, giusta quanto previsto dalla stessa legge 228/2012, avrebbero dovuto applicarsi alle operazioni effettuate in base a contratti stipulati dopo il 31 dicembre 2013, fermi restando, come chiarito dall'agenzia delle entrate con la circolare numero 12 del 2013, alcuni effetti già dall'1 gennaio del 2013 (in particolare, per le prestazioni rese «direttamente»).

Il parziale dietrofront

della legge del 2013

La legge di Stabilità 2014 modifica ora entrambi i commi 488 e 489 sopra riportati, sostituendone il contenuto con una disposizione che, in vista della riforma dei regimi speciali Iva, dichiara il numero 41-bis) della tabella A, parte II, allegata al decreto del presidente della repubblica numero 633/72 non applicabile alle società cooperative e loro consorzi diversi da quelli di cui alla legge numero 381/91.

Delle modifiche originarie introdotte dalla legge 228/2012, quindi, non resta più nulla: né la soppressione del numero 41-bis), né l'introduzione del numero 127-undevicies), né la soppressione della facoltà di scelta per le cooperative onlus. Secondo il nuovo contenuto del comma 488 dell'articolo 1 della legge numero 228/2012, però, il redivivo punto 41-bis della tabella A, parte II, nella sua portata estesa ai sensi del comma 331 dell'articolo 1 della legge numero 296 del 2006, si applica soltanto alle cooperative sociali e loro consorzi, le quali continueranno quindi ad applicare, fino alla riforma del settore, l'aliquota del 4% sia alle prestazioni rese direttamente sia a quelle rese in dipendenza di contratti d'appalto e convenzioni; queste cooperative, essendo qualificate onlus di diritto, riacquistano inoltre la facoltà di scegliere eventualmente il trattamento di esenzione, la cui applicazione è prevista dal numero 27-ter dell'articolo 10 del decreto del presidente della repubblica 633/72.

L'aliquota del 4% rimane invece preclusa alle altre cooperative (non sociali), le quali dovranno applicare ai contratti stipulati dopo il 31 dicembre 2013 l'aliquota Iva ordinaria del 22%, oppure il regime di esenzione qualora l'oggetto delle prestazioni sia riconducibile alle fattispecie previste dell'art. 10, punti 18, 19, 20 e 21, del decreto del presidente della repubblica 633 del 1972.

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