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In un anno gli italiani hanno guadagnato 4 in più

del 31/12/2013
di: Simona D'Alessio
In un anno gli italiani hanno guadagnato 4  in più
Stipendi «nel freezer» per i lavoratori italiani: nel 2012, infatti, le retribuzioni mensili nette sono mediamente pari a 1.304 euro, con un progresso, rispetto all'anno precedente, di soli 4 euro (ma quelle degli occupati stranieri scendono di 18). E, se nel periodo 2008-2012 le persone senza impiego lievitano del 14%, meno di 6 ragazzi diplomati su 10 sceglie di frequentare l'università, mentre fra i «nonni» uno su 2 vive grazie a una pensione di importo inferiore ai 1.000 euro. È l'affresco restituito dal rapporto sulla coesione sociale del ministero del welfare, in collaborazione con Istat e Inps, diffuso ieri, secondo cui è irreversibile la caduta del mito del posto fisso, poiché «il numero medio di dipendenti con contratto a tempo indeterminato nel 2013 diminuisce, in confronto all'anno precedente, dell'1,3%», e il fenomeno coinvolge soprattutto gli under30, le cui stabilizzazioni ingranano la retromarcia (-9,4%).

Le nuove generazioni pagano il conto salato della crisi nella ricerca del primo incarico: nell'ultimo quinquennio, il tasso di occupazione per la classe di età 15-24 si erode di ben 5,8 punti percentuali (dal 24,4 al 18,6%). Il 37,8% dei 18-24enni non va, poi, oltre il conseguimento della licenza media, e non segue alcun corso di formazione (il 25,8% nel Mezzogiorno) e, fra questi, uno su 4 si dà da fare energicamente per trovare un incarico, mentre il 38,5% risulta inattivo (49,1% nelle regioni meridionali).

Nel complesso, il lavoro dipendente nel nostro paese conta nel 2013 circa 11 milioni 963 mila unità, in decremento (da Nord a Sud) rispetto agli oltre 12 milioni del 2012, anche se la stima dell'anno in corso è incompleta, relativa, cioè, alla media dei soli primi 6 mesi; fra le assunzioni, prevalente è la componente degli operai, che con 6 milioni 193 mila 87 persone costituisce il 51,8% del totale, contro il 39,7% degli impiegati, il 3,7% degli apprendisti, il 3,6% dei quadri e l'1% dei dirigenti. I beneficiari di maternità obbligatoria sono circa 360 mila, e delle neo-mamme il 91% è contrattualizzata sine die (e risiede nel Settentrione nel 57,2% dei casi), mentre soltanto il 9% è a tempo determinato (di cui la metà concentrata nel Sud e nelle Isole); poco meno di 285 mila sono i subordinati che usufruiscono di congedi parentali, formula, recita il dossier del dicastero di Enrico Giovannini, «poco utilizzata dai padri»: ne beneficia appena l'11%.

Al 31 dicembre 2012, sono censiti 16 milioni 594 mila pensionati: quasi uno su due (46,3%) gode di un reddito inferiore ai 1.000 euro, il 38,6% ne percepisce uno fra 1.000 e 2.000 euro, soltanto il 15,1% supera tale soglia. Destinatarie di prestazioni di invalidità e assegni sociali sono 4 milioni 328 mila persone. Infine, le rendite per infortuni sul lavoro sono almeno 700 mila, di cui oltre 601 mila assegnate a uomini e circa 99 mila a donne.

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