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Ora l'Inrc cambia denominazione

del 26/03/2010
di: La Redazione
Ora l'Inrc cambia denominazione
A pochi giorni dalla uscita sulla Gazzetta Ufficiale del dlgs di recepimento della Direttiva europea 43/2006 in materia di revisione legale, l'Istituto nazionale revisori contabili si trasforma in Istituto nazionale revisori legali con apposito notarile, aggiornando la sigla associativa italo-europea con un rinnovato marchio pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

«Quella del 23 marzo, data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del dlgs del 27 gennaio 2010 n.39», dice con soddisfazione il presidente dell'Inrc Virgilio Baresi, «è una data storica per la categoria dei revisori contabili italiani che hanno conquistato grazie anche alla incessante attività relazionale dell'Inrc, il pieno riconoscimento alla loro attività. Finalmente il nostro paese si è adeguato alla legislazione comunitaria che da tempo avevano sancito l'importanza di una delle poche libere professioni riconosciute in tutti i paesi-membri dell'Unione europea».

L'Istituto seguirà con attenzione l'iter dei decreti attuativi per far sì che il sistema-paese possa avvalersi di uno strumento legislativo che in materia di controlli contabili sia in linea con i dettami comunitari.

Ed ora più che mai l'Italia, che va considerata come una regione europea, potrà recuperare il preoccupante «gap» che si era maturato negli ultimi anni in termini di «esportabilità» delle proprie professionalità.

«Non va infatti ignorato che i servizi tecnico professionali alle imprese, nel nostro paese, hanno registrato nel 2008 un saldo negativo di 2,2 miliardi di euro. Questo significa che acquistiamo più servizi professionali di quanti ne riusciamo a esportare.

Di fatto, quindi, le professioni made in italy rischiano di rimanere stritolate dalla nuova concorrenza svolta da altri professionisti stranieri nel nostro paese.

È già in atto una grande sconfitta per gli studi professionali italiani che non può essere perpetrata dall'immobilismo o egocentrismo di chi deve curare gli interessi delle categorie professionali.

La lungimiranza dell'Istituto nazionale revisori legali», aggiunge Baresi, «risiede proprio nell'aver sempre sostenuto l'importanza di garantire una connotazione europea e quindi esportabile, di tutte le attività professionali nell'interesse economico del sistema-paese».

«Una visione che l'Inrl intende amplificare proprio alla luce del recente dlgs che recepisce la direttiva europea in materia di revisione legale, salvaguardando così anche la bilancia commerciale italiana e consentire di esportare le nostre professionalità contro una concorrenza straniera sempre più agguerrita.

La eccessiva localizzazione delle nostre professioni – conclude Baresi - ci ha finora penalizzato ed è giunto il momento di mantenere, come fa l'Istituto Nazionale Revisori Legali, una linea di sostegno ai professionisti desiderosi di ''esportare'' la propria attività nei paesi dell'Ue.»

La prima occasione per ribadire questi concetti sarà sicuramente il Convegno nazionale di oggi organizzato dall'Istituto nazionale revisori legali in partnership con Bnl- Gruppo BNPParibas e dell'AEC Underwriting-professional indemnity.

«Un convegno», sottolinea il vicepresidente dell'Inrl, Roberto G. Carnessale, «che vedrà la partecipazione di eminenti personaggi del mondo giudiziario e accademico, come il procuratore capo presso la Procura di Pescara, Nicola Trifuoggi.

Sarà l'occasione per focalizzare l'attenzione sulle tematiche di grande attualità che vedono coinvolti i revisori legali italiani, quali appunto la gestione dei beni di aziende sottoposte a sequestro e confisca.”

Il convegno di Pescara dà diritto a quattro crediti formativi validi ai fini del regolamento di Formazione Permanente Inrc, dell'Ordine degli avvocati e dei consulenti del lavoro.

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