Consulenza o Preventivo Gratuito

Pagamenti a rischio caos

del 26/03/2010
di: di Francesco Longobardi segretario generale nazionale Ancl
Pagamenti a rischio caos
Non si può certo affermare che il Consulente del lavoro nella sua lunga storia professionale non si sia confrontato e scontrato con i poteri forti di questo paese: legislativo, esecutivo e giudiziario, caratterizzando con ciò lo svolgimento della sua quotidiana attività professionale.

Non era nelle previsioni che altro potere forte, il sistema bancario, finora alleato e collaboratore del professionista, intervenisse arrogantemente e prepotentemente, seppure in maniera indiretta, nella organizzazione dello studio professionale. Abbiamo lottato per anni, speso fiumi di inchiostro e di danaro per far comprendere al legislatore che certe scadenze di legge mal si conciliavano con il calendario del mese e la qualità della vita, di diritto umana, anche per il professionista ed i suoi dipendenti. Ora arrivano le banche a farci tornare indietro, a dettare legge nei nostri studi.

Partendo da una analisi del provvedimento che le banche portano a sostegno di questa nuova azione a noi avversa, analizziamo nello specifico cosa si va prospettando nei nostri Studi.

A partire da lunedì 1° marzo, è entrato in vigore il dlgs. n.11 del 27 gennaio 2010, che recepisce la Direttiva europea sui servizi di pagamento - Psd (Payment service directive); tale direttiva ha l'obiettivo di favorire la creazione di un sistema unico di pagamenti all'interno dell'Unione europea, definendo regole uniformi tese in particolare modo ad assicurare una maggior trasparenza a tutela dei «consumatori».

Per quanto attiene i bonifici, la Direttiva ha introdotto alcune modifiche importantissime:

1.Codice Iban: il codice Iban diviene l'unico identificativo per l'esecuzione dei bonifici nazionali che non potranno più essere eseguiti sulla base delle vecchie coordinate bancarie; per tale motivo, è necessaria la massima attenzione nell'indicazione del codice Iban del beneficiario che, in caso di incongruenze, prevarrà sull'eventuale altra informazioni (ad esempio, i dati anagrafici del beneficiario stesso).

2. Valuta «antergata»: non sarà più possibile disporre l'accredito dei fondi sul conto del beneficiario con una data valuta antecedente alla data di disposizione dell'ordine (prassi nota come «valuta antergata»).

3. Tempi di esecuzione: la Direttiva stabilisce termini massimi di esecuzione per l'accredito dei fondi alla banca del beneficiario, tempi che decorrono dalla data di ricezione dell'ordine di pagamento o dalla data concordata per l'esecuzione.

Gli Istituti bancari hanno definito la seguente tempistica:

-una giornata operativa per disposizioni impartite tramite canale telematico (Cbi, Home Banking)

- due giornate operative per disposizioni inoltrate con altre modalità

- quattro giorni operativi, come tempi massimi di esecuzione, per gli ordini cartacei multipli

Inoltre, per garantire l'esecuzione nei tempi indicati, la banca stabilisce l'orario entro il quale ricevere le disposizioni; tali orari vengono comunicati attraverso i canali telematici o dalla filiale

Per l'accredito fondi ricevuti da altra banca, data di disponibilità e data valuta applicata al conto corrente del beneficiario coincideranno con la data di avvenuto accredito fondi sul conto della banca stessa.

Per i motivi descritti ai punti precedenti, assume rilevanza primaria la data di ricezione delle disposizioni di bonifico da parte della banca.

In particolari situazioni (regolamento salari e stipendi) la banca induce l'azienda cliente a disporre con relativo anticipo l'ordine di bonifico, al fine di ottenere una data certa di accredito sul conto del beneficiario. Questo si ribalta sui nostri Studi relativamente alla data di consegna degli elaborati paghe.

Quanto sopra riportato è, in linea di massima, lo scarno comunicato che il correntista riceve dal proprio istituto di credito, magari completato con l'ora entro la quale provvedere all'ordine di bonifico per essere certi venga rispettata data di esecuzione e conseguente valuta di accredito.

Le famosissime «associazioni dei consumatori» gongoleranno perchè finalmente trionfa la trasparenza; «Ancl - Associazione nazionale consulenti lavoro», al contrario, viene sommersa da una serie di richieste d'intervento da parte dei propri aderenti in quanto pare non essere stato tenuto nel debito conto che, quando va bene, nei primi dieci giorni di calendario vi sono solo un sabato e una domenica, quando va male due + due, senza considerare le due festività di gennaio, il 1° maggio, il 2 giugno, il 1° novembre, l'8 dicembre e, come quest'anno, il Lunedì di Pasqua in aprile.

Proviamo a elencare i problemi che nascono oggi in uno studio che elabora paghe in via tradizionale, con l'entrata in vigore di codesta normativa:

- nella migliore delle ipotesi, al di là di sabati, domeniche e festività, viene a mancare un ulteriore giorno di lavoro che, in certi momenti dell'anno rappresenta ossigeno indispensabile (ad esempio, uscendo «lunghi» da scadenze di fine mese)

- nella peggiore delle ipotesi (lunedì 10), mancano due giorni pieni di lavoro se non addirittura tre, dato che nell'ipotesi «lunedì 10» incrociamo due sabati e due domeniche sicure, sperando non capiti una delle famose festività, magari cadenti da lunedì a venerdì

- «pagamento entro il 12 gennaio»: prendiamo ad esempio l'anno 2010 (due sabati + due domeniche + due festività con «domenica 10»), volendo essere corretti, non dando valuta «11», dovremmo elaborare entro il giorno 7 con solo quattro e cinque lavorativi... pazzia allo stato liquido !!!

Teniamo conto che, fino ad oggi, era possibile posticipare la data valuta di accredito non per scorrettezza ma per consentire una normalissima operatività che non ha mai generato disguidi a nessuno.

Ammesso che la banca accetti la disposizione di bonifico fino alle ore 17 del giorno precedente, considerando che il file netti venga inviato dallo Studio all'azienda per poi essere inoltrato alla banca (correttezza impone che un privato - Studio - non disponga addebito a carico di un privato - azienda - con contemporaneo accredito alla controparte - lavoratore), viene a mancare un'ulteriore mezza giornata se il contabile è part-time (caso - peraltro - frequentissimo).

Quello che stupisce in tutta questa vicenda sono alcune considerazioni che vengono spontanee:

- a fronte di una tecnologia sempre più sofisticata che procede con la velocità della luce, operativamente si torna indietro, giustificando il tutto come ossequio alla trasparenza.

- chi ha voluto questo intervento legislativo ??? Magari sbagliamo, ma gli Istituti di credito locali, utilizzando centri di elaborazione all'estero in paesi molto, molto lontani, se hanno tempi meno pressanti... a pensar male a volte ci si azzecca anche.

- i tracciati record dei «bonifici stipendi» sono assolutamente individuabili in termini informatici per cui non sarebbe astruso pensare a una deroga, da prevedere normativamente, per consentire una variazione di sistema che tenesse conto delle ristrettissime tempistiche per la normale elaborazione paghe.

- sarebbe quantomeno curioso conoscere il parere del Ministro Brunetta (paladino dell'abbattimento costi a carico della collettività in genere) su questa problematica, atteso che il personale di uno studio lavoristico è destinato, da questo mese, a «tour di straordinari» inimmaginabili.

- il grave è che questo «tour di straordinari» è destinato a diventare «mensile ordinarietà», moltiplicando lo stress che i collaboratori di studio dovranno sopportare, in aggiunta a quello patito nei classici momenti di annuali scadenze

- l'accorciarsi, in modo significativo, dei tempi utili per la redazione dei prospetti paga il che significa che le aziende debbono aver già consegnato ai loro Consulenti del lavoro le presenze del mese precedente (che solitamente avviene al 2°/3°/4° giorno del mese successivo, salvo festivi e week-end), il controllo e verifica degli stessi (qualcuno x caso si fida ciecamente dei software ???), non si concilia assolutamente con la QUALITÀ e la RESPONSABILITÀ che accompagna questo lavoro, che per la sua natura è particolarmente DELICATO in quanto si interfaccia sia con il datore di lavoro sia con il dipendente. Il rischio, non voluto, di commettere errori è in stretta relazione con la diminuzione dei tempi di lavoro degli Studi.

eventuali errori, anche ripetuti, dovuti alla «fretta di chiudere il mese» non sono sicuramente auspicabili per il corretto rapporto fiduciario fra Consulente del Lavoro e i suoi clienti.

Rappresentare schematicamente problematiche e considerazioni è un esercizio che, senza aride polemiche ma in modo costruttivamente critico, intende sottolineare quanto sarebbe opportuno, prima di legiferare, dare ascolto anche a chi, giornalmente, settimanalmente, annualmente, affronta operatività contingenti alle quali dare risposte pratiche con trasparenza ed onestà di intenti.

L'alternativa a una revisione di questa normativa è provocare un'involuzione dello studio di Consulenza del lavoro in «cedolinificio a ciclo continuo», con istituzione dei classici tre turni giornalieri «sette su sette» (almeno per i primi dieci giorni del mese), snaturando l'attività di migliaia di collaboratori, già oggi sottoposti a costante pressione.

Ancl S.u., intende attivare ogni azione politica e non, per far rientrare la situazione nell'ambito organizzativo che contraddistingue la qualità professionale dalla operatività di qualsiasi altro attore di sistema.

vota