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Un premio alle stabilizzazioni

del 28/12/2013
di: di Daniele Cirioli
Un premio alle stabilizzazioni
Più conveniente stabilizzare i lavoratori assunti a termine con trasformazione del contratto a tempo indeterminato. Dal 1° gennaio 2014, infatti, in questi casi scatta il rimborso totale (anziché per un massimo di sei mesi) del contributo addizionale dell'1,4% pagato durante tutto il rapporto a termine. Nell'ipotesi della riassunzione con contratto a tempo indeterminato del lavoratore prima tenuto a termine, invece, resta ferma a sei mesi la durata massima del rimborso del contributo addizionale. È quanto stabilisce la legge di Stabilità per il 2014 con una modifica alla legge n. 92/2012 (riforma Fornero). Sempre riguardo ai rapporti a termine, inoltre, la stessa legge di Stabilità cancella la riduzione al 2,6%, che resterà pertanto al 4%, del contributo versato dalle agenzie di somministrazione agli enti bilaterali per gli interventi di formazione a favore degli stessi lavoratori.

Flessibilità più cara. La prima novità riguarda il contributo addizionale dovuto dalle aziende sui contratti a termine, pari all'1,4% e destinato al finanziamento dell'Aspi (e mini-Aspi). L'addizionale non è dovuta in caso di assunzioni a termine per sostituire lavoratori; per lo svolgimento di attività stagionali; di apprendisti; nel settore pubblico. Una volta pagato, tuttavia, è previsto che il contributo addizionale sia restituito al datore di lavoro nelle seguenti due ipotesi:

a) qualora il contratto a termine venga trasformato in rapporto a tempo indeterminato;

b) qualora il datore di lavoro assuma con contratto di lavoro a tempo indeterminato, entro sei mesi dalla scadenza del contratto, il lavoratore precedentemente assunto a termine. In tal caso, però, il rimborso è ridotto dell'importo del contributo addizionale corrispondente a tutti i mesi che intercorrono tra la scadenza del precedente contratto a termine e la stabilizzazione del rapporto a tempo indeterminato.

Nell'uno (trasformazione) e nell'altro caso (riassunzione) la restituzione del contributo addizionale non può superare l'importo dello stesso contributo pagato negli ultimi sei mesi durante il rapporto di lavoro a termine nel casi in cui il rapporto (a termine) abbia avuto una durata pari o superiore ai sei mesi (se inferiore invece il rimborso non potrà superare i mesi di effettiva durata del rapporto di lavoro a termine).

Il premio dal 2014. La legge di Stabilità per il 2014 interviene sulla predetta disciplina della restituzione del contributo addizionale e prevede che, con effetto dal 1° gennaio 2014 e con riferimento alle trasformazioni dei rapporti a termine in contratti a tempo indeterminato decorrenti dalla stessa data, è soppresso il vincolo delle «ultime sei mensilità» (che opera ai fini del rimborso contributivo). La novità dunque è la previsione del rimborso «totale» del contributo addizionale pagato dalle aziende sui rapporti a termine. Rimborso totale che, tuttavia, opera alle seguenti due condizioni:

a) con riferimento alle «trasformazioni» dei rapporti a termine in contratti a tempo indeterminato;

b) con riferimento alle «trasformazioni» operate a decorrere dal prossimo 1° gennaio 2014 (non prima).

La novità della restituzione totale del contributo, dunque, non dovrebbe riguardare invece le ipotesi di ri-assunzioni a tempo indeterminato, entro sei mesi dalla conclusione del prevedente rapporto di lavoro, degli ex lavoratori a termine, per le quali dovrebbe continuare a valere l'attuale disciplina che vincola la restituzione del contributo a soli sei mesi (fatta salva una auspicata lettura «estesa» della norma da parte dell'Inps). Infatti, la legge di Stabilità per il 2014 precisa che il rimborso totale opera con riferimento alle «trasformazioni» dei rapporti a termine e ciò determina inevitabilmente la conclusione di doversi lasciare fuori dalla nuova opportunità del rimborso totale le riassunzioni.

Niente sconti alla somministrazione. La seconda novità riguarda il contributo dovuto dalle agenzie di somministrazione, sempre sui contratti di lavoro a termine e oggi pari al 4% della retribuzione corrisposta ai lavoratori (a termine) impiegati in somministrazione. Il contributo è devoluto a favore degli enti bilaterali (Formatem ed Ebitemp) che curano gli interventi di formazione e riqualificazione professionale, nonché altre misure di carattere previdenziale e di sostegno al reddito a favore dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato. La riforma Fornero (articolo 2, comma 39, della legge n. 92/2012) aveva previsto la riduzione del predetto contributo, facendolo scendere dalla vigente aliquota dal 4% a quella del 2,6%, a decorrere dal 1° gennaio 2014. Ma la legge di Stabilità per il 2014 cancella questa norma della riforma Fornero e con essa, di conseguenza, anche la prevista riduzione della contribuzione che, dunque, resta confermata all'aliquota del 4%.

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