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Transfer pricing polivalente

del 28/12/2013
di: di Duilio Liburdi
Transfer pricing polivalente
La documentazione sui prezzi di trasferimento con utilizzo anche ai fini Irap: in ogni caso, ai fini del tributo regionale, per i periodi di imposta dal 2008 al 2012, nessuna sanzione potrà essere applicata per le violazioni riferite alla disciplina di specie. Fermo restando che, sotto l'aspetto normativo, solo con la nuova norma viene sancito il principio di rilevanza ai fini del tributo regionale delle rettifiche in tema di valore normale. Sono queste le conseguenze emergenti dal contenuto dei commi che vanno dal 281 al 284 dell'unico articolo della legge di stabilità approvata nei giorni scorsi e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Con la previsione normativa viene di fatto ratificata una indicazione formulata dall'Agenzia delle entrate con la circolare n. 58 del 2010 che, nella sostanza, dimenticava però la riforma operata, dal 2008, al sistema di determinazione della base imponibile del tributo regionale.

Il transfer pricing e l'Irap. La disposizione di cui all'articolo 110, comma 7 del Testo unico delle imposte sui redditi prevede, nella sostanza, che le operazioni effettuate a livello di «gruppo» internazionale e nelle quali interviene un soggetto residente possono essere valorizzate in base al loro valore normale che di fatto può sostituire il risultato determinato dal soggetto che effettua l'operazione. Naturalmente, tale effetto sostitutivo si determina laddove i criteri adottati dalla società non siano ritenuti corretti al momento in cui viene effettuata una azione di controllo da parte dell'amministrazione finanziaria. Sul tema, va ricordato che una protezione da sanzioni per le rettifiche derivanti dalla applicazione delle disposizioni in materia di prezzi di trasferimento è contenuta nel comma 2-ter dell'articolo 1 del dlgs n. 471 del 1997 come introdotto dal decreto legge n. 78 del 2010. In altri termini, laddove vi sia una rettifica sulla base dell'adozione del criterio del valore normale, la documentazione predisposta dal contribuente secondo quanto previsto dal provvedimento dell'Agenzia delle entrate del 29 settembre 2010, consente la non applicazione di sanzioni per infedele dichiarazione. In proposito, peraltro, va segnalato come la protezione di specie riguardi, in linea di principio, unicamente l'aspetto amministrativo ma non quello penale fermo restando che sarebbe ben difficile immaginare una componente dolosa di carattere penal tributario in un comportamento che per definizione ha valenza estimativa. Il rapporto tra queste disposizioni, contenute come detto nel testo unico delle imposte sui redditi, e quanto previsto in tema di Irap è stato affrontato dall'Agenzia delle entrate nella circolare n. 58 del 2010 nella quale, a illustrazione del principio di disapplicazione delle sanzioni in caso di possesso di idonea documentazione afferente i prezzi di trasferimento aveva affermato il medesimo principio anche in relazione al tributo regionale. Con ciò affermando che le rettifiche di specie, in termini di determinazione della base imponibile, hanno invece rilevanza ai fini dell'Irap. È sempre stata questa una contraddizione normativa posto che, dal 2008, la base imponibile Irap viene determinata sulla base delle risultanza del bilancio di esercizio senza tenere dunque in considerazione le variazioni che si determinano sulla base delle norme contenute nel testo unico delle imposte sui redditi.

Le disposizioni della legge di Stabilità. Ora, la legge di Stabilità interviene formulando alcune affermazioni che, da un lato recepiscono il principio contenuto nella circolare e, dall'altro, escludono l'applicazione di sanzioni a prescindere dal possesso o meno della documentazione in tema di prezzi di trasferimento. Viene infatti affermato come:

- per i periodi di imposta successivi al 2008, la disciplina in materia di prezzi di trasferimento contenuta nel Tuir si applica anche all'Irap. Viene quindi fissato un principio normativo esplicito senza il quale, oltre alla disapplicazione delle sanzioni, è tutta da valutare la debenza dell'imposta in caso di rettifica;

- la sanzione prevista per infedeltà della dichiarazione non si applica alle conseguenze sulla base imponibile Irap derivanti dalla applicazione della norma di cui all'articolo 110, comma 7 del Tuir. In ogni caso, tale disapplicazione opera esclusivamente per i periodi di imposta che vanno dal 2008 al 2012 fermo restando che, in caso di irrogazione della sanzione con provvedimento divenuto definitivo, vige il principio di irripetibilità di quanto corrisposto.

Quindi, alla luce delle nuove disposizioni normative da un lato diverrà necessario anche ai fini Irap avere a disposizione la documentazione prevista dal provvedimento del settembre 2010 e questo a partire dal periodo di imposta 2013 ma, nel contempo, sino al 2012, il mancato possesso della stessa non genera alcuna conseguenza nell'ambito del tributo regionale sotto l'aspetto sanzionatorio. Rimane fermo, comunque, il problema principale e cioè da un lato la ratifica con una norma del 2013 di un principio espresso dall'Agenzia nel 2010 con una circolare. Questo potrebbe comportare una problematica in merito alla sostenibilità della pretesa ai fini Irap in termini di rettifica della base imponibile alla luce, come detto, di una previsione normativa che solo oggi viene scritta in modo espresso pur rimanendo, nella sostanza, un principio che lascia delle perplessità.

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