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Il governo sblocca 6,2 miliardi

del 28/12/2013
di: di Luigi Chiarello
Il governo sblocca 6,2 miliardi
Il governo mette mano ai fondi europei non spesi per il periodo 2007/13 e tornano a disposizione ben 6,2 miliardi di euro per «interventi urgenti a favore della crescita». Le risorse (subito disponibili) sono state «mobilitate» ieri dal consiglio dei ministri, che ne ha deciso anche gli stanziamenti. 2,2 miliardi di euro andranno a sostenere il credito alle pmi e le nuove imprese. Settecento mln di euro verranno spesi in politiche occupazionali. Trecento mln di euro serviranno a finanziare misure di contrasto alla povertà. Infine la fetta più grossa, 3 mld di euro, finanzierà investimenti produttivi su scala locale, specie nei comuni medio-piccoli. Con un occhio di riguardo per Expo 2015. Con questa partita di giro, da maggio a oggi l'esecutivo ha riprogrammato finanziamenti per oltre 7 miliardi di euro. Stavolta, la volta più corposa, i fondi arrivano: per 2,2 miliardi di euro dalla mancata spesa del Fondo sviluppo e coesione; per 1,8 mld di euro dalla ridefinizione del Piano d'azione coesione; per 2,2 miliardi di euro dalla riprogrammazione dei Programmi dei fondi strutturali 2007/13. Ma vediamo le destinazioni di spesa, punto per punto.

Ombrello sul credito: 1,2 miliardi di euro serviranno a coprire il rifinanziamento del fondo di garanzia per le pmi, già deciso con la legge di Stabilità appena approvata, per sbloccare il credito bancario. In particolare, 600 mln di euro vengono destinati al Centronord e altrettanti (ma per il triennio 2014-2016) al Mezzogiorno. Per le regioni del Sud Italia i fondi saranno attinti dal Fondo sviluppo e coesione; una futura delibera Cipe individuerà eventuali priorità di accesso alle garanzie bancarie, tenuto conto dei soggetti beneficiari e delle operazioni finanziarie ammissibili a garanzia dello Stato.

Nuove imprese: un miliardo di euro tondo tondo, per il quinquennio 2014/18, servirà a finanziare la misura «Nuove imprese a tasso zero», già prevista nell'ultimo decreto legge Sviluppo (n. 145/2013) per l'attuazione del piano «Destinazione Italia» (si veda ItaliaOggi di ieri). La misura è diretta a sostenere la nascita di nuove piccole imprese a prevalente partecipazione femminile o giovanile. Viene, in sostanza, prevista la «finanziabilità» di piani di investimento, ciascuno di ammontare complessivo non superiore a un milione e mezzo di euro. Il tutto attraverso la concessione di mutui a tasso zero, da restituire al massimo entro otto anni e per un importo non superiore al 75% delle spese considerate ammissibili a contributo.

700 mln all'Occupazione, per tre azioni differenti:

1) l'esecutivo dirotta 150 mln di euro per finanziare la decontribuzione per 18 mesi a favore dei giovani assunti di età compresa tra 15 e 29 anni. La decontribuzione finanziata ammonta a un terzo della retribuzione mensile lorda imponibile a fini previdenziali. La misura, prevista dalla legge 99/2013, era stata finanziata con 500 mln di euro per le regioni del Sud Italia, attraverso un programma nazionale di spesa dei fondi Ue 2007/13. Ora il governo rifinanzia per estendere la durata di questa agevolazione. Non solo: allo studio dell'esecutivo c'è anche la possibilità che la platea dei beneficiari della decontribuzione venga estesa ai giovani di età compresa tra 29 e 34 anni;

2) 200 mln di euro andranno a finanziare lo sgravio del 50% della contribuzione dovuta nei casi di assunzione di donne e lavoratori ultracinquantenni. Il beneficio, previsto dall'art. 4 della legge 92/2012, viene esteso dall'esecutivo nelle regioni del Sud Italia sul piano temporale: 18 mesi per i contratti di lavoro a tempo indeterminato e 10 mesi per i dipendenti a termine;

3) 350 mln di euro andranno infine a finanziare la ricollocazione di lavoratori disoccupati, inclusi i beneficiari di ammortizzatori sociali e i lavoratori socialmente utili. Si tratta di una misura inserita nella legge di Stabilità 2014, per favorire il reinserimento lavorativo di chi fruisce di ammortizzatori sociali, anche in deroga. Vengono, in sostanza, abbattuti gli oneri sociali e finanziate le attività di formazione legate alle esigenze delle imprese che assumono i lavoratori.

300 mln per misure contro la Povertà: in particolare finanzieranno assegni mensili destinati a famiglie che versano in gravissimo disagio, a condizione che le stesse accettino un percorso di presa in carico da parte dei servizi sociali. Il governo estende anche la platea dei beneficiari e prolunga nel Mezzogiorno l'applicazione di questa misura (prevista dalla legge 99/2013) fino a fine 2015. Oltre al sostegno al reddito, vengono imposte attività di reinserimento scolastico per i minori e di reinserimento lavorativo per gli adulti.

Il grosso dei fondi all'economia locale. In tutto, il governo rialloca 3 miliardi di euro su questo macro capitolo di spesa. Un maxi-stanziamento che, di fatto, ne include quattro.

- Primo. Al Piano Città vengono destinati 500 mln di euro. Si tratta di un programma attuato dal ministero delle infrastrutture e trasporti, avviato nel 2012 per rigenerare le aree urbane. Gli interventi selezionati, finanziabili anche con le misure dei Por per lo sviluppo urbano, sono immediatamente cantierabili e devono concludersi entro il 2015, così da certificarne la spesa a Bruxelles, secondo le scadenze previste dai regolamenti Ue.

- Secondo. Programma 6.000 Campanili: attuato anche questo dal dicastero infrastrutture e trasporti, ma in convenzione con l'Anci, è stato innescato dal decreto del Fare (dl 69/2013, convertito nella legge 98/2013) e finanziato finora con 100 mln di euro. Ora, il governo stanzia in suo favore un miliardo di euro. I fondi, erogati con bandi a sportello, sono per i soli comuni con meno di 5 mila abitanti. L'importo di ogni finanziamento non dovrà superare il mln di euro a intervento. I fondi, destinati a rafforzare la dotazione dei comuni, andranno usati per finanziare i soli investimenti considerati validi in fase di selezione, eppure non finanziati per mancanza di risorse.

- Terzo. Expo 2015. Il consiglio dei ministri destina un miliardo di euro per promuovere i territori, in base alle misure previste dal dl 145/2013, per sostenere Expo 2015. L'obiettivo è facilitare la fruizione di beni storici, culturali e ambientali e realizzare servizi per attrarre i turisti. I progetti vanno presentati da comuni con popolazione inclusa tra 5 mila e 150 mila abitanti. Ciascun progetto non potrà incassare più di cinque mln di euro e dovrà essere realizzato al massimo entro 15 mesi dall'approvazione.

- Quarto. Edifici scolastici. Per la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza degli edifici scolastici il governo stanzia altri 500 mln di euro. La misura, già prevista dal decreto del Fare, finanzia tre tipologie di intervento:

1) efficientamento energetico e messa a norma degli impianti elettrici;

2) interventi sugli edifici per la messa in sicurezza e la prevenzione del rischio sismico;

3) lavori di riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici, con priorità per i casi in cui sia riscontrata la presenza di amianto.

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