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Detrazioni e benefit nel conguaglio fiscale

del 27/12/2013
di: La Redazione
Detrazioni e benefit nel conguaglio fiscale
È oramai una consuetudine per le imprese e i loro professionisti cimentarsi a fine anno con le operazioni derivanti dal conguaglio fiscale. Come noto tale procedura consiste nella ripresa di tutti gli imponibili dell'anno (compresi eventuali compensi derivanti da altri datori di lavoro), nel ricalcolo delle detrazioni fiscali/detrazioni per carichi familiari, nella eventuale deduzione di oneri vari dichiarati dal dipendente e nella verifica delle imposte Irpef/addizionali. In materia vige il principio di cassa allargato (rientrano nel conguaglio le retribuzioni corrisposte entro il 12 gennaio 2014) e le imposte devono essere applicate nel periodo di paga in cui viene corrisposta la retribuzione (tuttavia è da ricordare che il conguaglio di fine anno può essere operato entro il 28 febbraio 2014). Ai fini di un conguaglio fiscale corretto il datore di lavoro deve verificare in linea generale: le detrazioni per oneri (si ricorda che per il 2013 le spese di assicurazione sono detraibili nel nuovo limite di 630 euro/anno); la corretta applicazione dei fringe-benefits e della detassazione della produttività al 10%; gli eventuali sgravi spettanti ai lavoratori rientrati dall'estero; le aliquote delle addizioni regionali e comunali, l'applicazione dell'eventuale contributo di solidarietà del 3%, la verifica della deduzione dei contributi sanitari integrativi e il diritto a usufruire delle detrazioni fiscali. Con la presente analisi preme però sottolineare la seguente problematica: «In un periodo di crisi economica pesante come quello attuale molte imprese non hanno potuto corrispondere le retribuzioni in maniera regolare ai dipendenti per mancanza di liquidità» e tale situazione oggettiva deve essere tenuta in considerazione ai fini del conguaglio fiscale 2013 (che deve essere effettuato senza tener conto delle retribuzioni non corrisposte dal datore di lavoro). Si ricorda come il presente concetto non concordi invece con l'imponibile contributivo Inps che, al contrario, tiene invece conto delle retribuzioni spettanti (criterio di competenza) e che prevede quindi il pagamento dei contributi anche per le retribuzioni non corrisposte materialmente. La problematica di cui sopra ha un effetto sulla gestione del libro unico che, come previsto dal ministero del lavoro, deve essere compilato in sospensione fiscale (ovvero in caso di mancato pagamento delle retribuzioni devono essere indicati i compensi e i contributi Inps senza le ritenute fiscali). Appare evidente come non sia facile gestire praticamente la problematica (soprattutto se le paghe non vengono gestite direttamente dall'impresa interessata) ma, nello stesso tempo, è senza dubbio importante segnalare come sia fondamentale verificare tali situazioni prima di effettuare le operazioni di conguaglio fiscale. Si ricorda infatti che la consegna di un ipotetico modello Cud indicante un reddito imponibile non effettivamente corrisposto potrebbe condurre il lavoratore a eventuali azioni nei confronti del datore di lavoro in quanto il caso di specie potrebbe significare per lo stesso la perdita di particolari agevolazioni (per esempio, agevolazioni che tengono in considerazione del reddito Isee ovvero della corresponsione dell'assegno del nucleo familiare in misura minore a quella spettante).
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