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I subappalti pagati comunque

del 27/12/2013
di: di Andrea Mascolini
I subappalti pagati comunque
In un appalto pubblico aggiudicato a un general contractor sarà possibile il pagamento diretto dei subaffidatari se il contraente generale non paga i fornitori; iter semplificato per gli interventi sugli stadi, ma senza complessi residenziali accessori; revoche e riassegnazioni per i fondi Expo 2015. Sono queste alcune delle novità contenute nella legge di stabilità per il 2014 che sta per essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Una prima novità riguarda la disciplina degli affidamenti a «general contractor», l'appaltatore pubbliche che può realizzare in proprio, ma può anche procedere a numerosi subaffidamenti ponendo quindi in essere diversi rapporti contrattuali a valle dell'aggiudicazione del contratto, sia per la progettazione (definitiva ed esecutiva), sia per i lavori. La legge di stabilità interviene sulla disciplina dei controlli che fanno capo all'amministrazione prevedendo un regime obbligatorio: la stazione appaltante non sarà più tenuta a una verifica periodica ma dovrà verificare, prima di effettuare qualsiasi pagamento a favore del contraente generale, compresa l'emissione di eventuali stati di avanzamento lavori, il regolare adempimento degli obblighi contrattuali del contraente generale verso i propri affidatari. C'è quindi un obbligo puntuale connesso al momento di ogni pagamento. Inoltre la disposizione stabilisce che in caso di inadempienze del contraente generale, la stazione appaltante debba applicare una detrazione sui successivi pagamenti e procedere al pagamento diretto all'affidatario, nonché applicare le eventuali diverse sanzioni previste in contratto. Per quel che riguarda la norma sugli stadi, dato atto che la legge destina 45 milioni di euro in tre anni al fondo di garanzia dell'Istituto per il credito sportivo, si prevedono alcune disposizioni tese a semplificare l'impiego dei fondi attraverso una procedura più snella anche se limitata nel suo ambito di applicazione, rispetto all'originario emendamento approvato n commissione. La disciplina infatti non si applica alla costruzione di nuovi stadi, ma soltanto agli interventi strettamente funzionali ala fruibilità degli impianti, con espressa esclusione di nuovi complessi di edilizia residenziale. Dal punto di vista procedurale il soggetto promotore dell'intervento, come accade in ogni project financing, deve predisporre uno studio di fattibilità con il relativo Pef (Piano economico e finanziario), che verrà valutato da una conferenza di servizi indetta dal comune e entro novanta giorni si arriva alla dichiarazione di pubblico interesse dell'intervento. Successivamente si predispone il progetto definitivo, si completa l'iter e si esegue l'intervento. Infine sulle risorse per Expo 2015 si istituisce un Fondo unico presso il ministero delle infrastrutture dove affluiscono i finanziamenti «revocati e rifinalizzati» per legge dalla stesa norma, senza attendere la mancata approvazione del progetto definitivo da parte del Cipe. Così facendo il reimpiego delle risorse sarà molto più rapido.

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