Consulenza o Preventivo Gratuito

Monitoraggio col ravvedimento

del 27/12/2013
di: di Duilio Liburdi
Monitoraggio col ravvedimento
Nel nuovo sistema sanzionatorio per il monitoraggio fiscale ammesso il ravvedimento operoso nonché una riduzione alla metà di quanto previsto dalla legge in caso di collaborazione del contribuente. Inoltre, in relazione alle vecchie violazioni, si rende pienamente applicabile il principio del favor rei. Sono queste le indicazioni contenute nella circolare n. 38 dell'Agenzia delle entrate del 23 dicembre scorso in merito alle nuove previsioni normative contenute nella legge n. 97 del 2013. Rispetto al passato, le situazioni in cui si rende obbligatoria la compilazione del quadro RW dovrebbero diminuire, soprattutto per effetto di quanto previsto in tema di sostituzione di imposta sui flussi reddituali esteri. Nella sostanza, nel momento in cui un soggetto residente interviene nel prelievo di flussi reddituali scatta di fatto un esonero come peraltro segnalato nella circolare dell'Agenzia delle entrate.

Le violazioni precedenti alla riforma. La circolare è molto chiara su un principio comunque assodato in tema di sanzioni e cioè quello della piena applicazione del favor rei come disciplinato dall'articolo 3 del decreto legislativo n. 472 del 1997. Di fatto, in relazione alle violazioni già rilevate ovvero con riferimento a quelle non ancora rilevate e commesse in un momento in cui non erano ancora vigenti le disposizioni di cui alla legge n. 97 del 2013, le sanzioni dovranno essere rimodulate a seconda dello stato dove il contribuente detiene l'investimento. Fermo restando che, in tema di trasferimenti non segnalati nella sezione III del quadro RW, nessuna sanzione potrà comunque essere applicata in relazione alla eliminazione completa dell'obbligo. Va ricordato come il principio del favor rei si rende applicabile in tutti i casi in cui la sanzione non si sia resa ancora definitiva in termini di pagamento della stessa e, dunque, il principio in questione potrà essere applicato anche in relazione al contenzioso pendente in tema di violazioni legate al monitoraggio fiscale.

Il ravvedimento operoso. Tenendo conto delle nuove disposizioni sanzionatorie, la circolare dell'agenzia delle entrate ricorda come le sanzioni previste dal decreto legge n. 167 del 1990 hanno natura tributaria e, dunque, in relazione alle stesse è ammessa l'applicazione del ravvedimento operoso disciplinato dall'articolo 13 del decreto legislativo n. 472 del 1997 con le riduzioni specificatamente previste dalla norma. Naturalmente, in considerazione della tempistica prevista dalla norma, il meccanismo del ravvedimento operoso è applicabile in relazione alle dichiarazioni presentate nel 2013 per il periodo di imposta 2012.

Riduzione a metà delle sanzioni. Una parte della circolare si occupa anche della applicazione delle disposizioni contenute nell'articolo 7, comma 4, del dlgs n. 472 del 1997 in tema di riduzione sino alla metà delle sanzioni. In particolare, il documento di prassi dell'Agenzia delle entrate si sofferma sull'ipotesi in cui il contribuente proceda alla regolarizzazione della propria posizione fiscale prestando una piena e spontanea collaborazione ai fini della ricostruzione degli investimenti e delle attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all'estero in violazione degli obblighi dichiarativi in tema di monitoraggio fiscale nonché dei redditi che servirono per costituirli, acquistarli o che sono derivati dalla loro dismissione. In questo caso, il comportamento collaborativo si manifesta procedendo al versamento delle somme dovute a titolo di imposta, interessi e sanzioni. Con particolare rilievo all'aspetto sanzionatorio, si sottolinea come la condotta in questione può configurare una condotta di carattere eccezionale tale da meritare una riduzione a metà delle sanzioni previste. In questa parte, la circolare utilizza, anche da un punto di vista letterale il contenuto dell'emendamento in tema di esimente penale nella volontary disclosure non ancora approvato, immaginando dunque un comportamento collaborativo del contribuente. In considerazione del fatto che l'emersione spontanea non risulta disciplinata da una disposizione normativa, il passaggio della circolare si deve leggere come una possibilità già esistente nell'ambito delle norme vigenti che, dunque, potrà riguardare anche i periodi di imposta precedenti. Fermo restando che, soprattutto in tema di violazioni aventi rilevanza penale, servirà una disposizione normativa ad hoc che consenta di evitare ricadute in questo settore in seguito, nella sostanza, a una autodenuncia. In ogni caso, una indicazione che da un lato prelude alla introduzione di uno specifico istituto e, dall'altro, fornisce una indicazione di carattere generale in merito ad una possibilità comunque esistente nel sistema.

© Riproduzione riservata

vota