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L'atteggiamento collaborativo riduce le sanzioni

del 24/12/2013
di: Vincenzo José Cavallaro
L'atteggiamento collaborativo riduce le sanzioni
A legislazione vigente consentita la voluntary disclosure con riduzione delle sanzioni al 50%. La circolare 38/E del 23 dicembre 2013 dell'Agenzia delle entrate precisa che l'atteggiamento collaborativo del contribuente che si autodenuncia relativamente all'omessa indicazione nel quadro RW di attività finanziarie e patrimoniali estere al fine di permettere la ricostruzione della propria posizione farà scattare la riduzione delle sanzioni fino alla metà del minimo. L'art. 7, comma 4 del dlgs n. 472 del 1997 prevede infatti la riduzione delle sanzioni fino alla metà del minimo qualora ricorrano «eccezionali circostanze che rendono manifesta la proporzione tra l'entità del tributo cui la violazione si riferisce e la sanzione». È la prima volta che l'Agenzia delle entrate estende in via interpretativa l'applicabilità di tale norma anche alle sanzioni sul monitoraggio fiscale. Il comportamento collaborativo del contribuente viene ritenuto una circostanza di carattere eccezionale che attenua il disvalore della condotta del contribuente e che quindi fa scattare la speciale riduzione delle sanzioni. Tale estensione risponde all'esigenza di preparare il terreno alla campagna di voluntary disclosure le cui coperture legislative, espunte dalla legge di Stabilità, dovrebbero arrivare in un provvedimento normativo ad hoc atteso per i primi mesi del 2014.

L'estensione interpretativa operata dall'Agenzia delle entrate è particolarmente rilevante in quanto consentirà, a prescindere dall'emanazione di tale provvedimento quadro, operazioni di emersione in un contesto in cui appaiono chiari i paletti che l'Agenzia delle entrate dovrà rispettare nell'irrogazione delle sanzioni amministrative.

In caso di detenzione di attivi finanziari in paesi «collaborativi» la sanzione per l'omessa compilazione del quadro RW, prevista nella misura dal 3% al 15% degli attivi non dichiarati, dovrebbe essere irrogata, in caso di atteggiamento collaborativo, nella misura dell'1,5% per annualità. In caso di detenzione di attivi in paesi non collaborativi (e, a tali fini, Lussemburgo, Svizzera e Principato di Monaco sono ritenuti paesi non collaborativi), la sanzione originariamente prevista nella misura dal 6% al 30% degli attivi non dichiarati, dovrebbe essere applicata nella misura del 3% per annualità.

Le ulteriori riduzioni delle sanzioni previste dall'art. 16, 3° comma, del dlgs 472 del 1997, permetterebbero poi di definire la sanzione irrogata con il pagamento di una somma pari a un terzo della sanzione minima (si tratterebbe dello 0,5% degli attivi esteri white list non dichiarati, o dell'1% degli attivi esteri black list moltiplicata per il numero di anni in cui la violazione è stata ripetuta).

Alle sanzioni per il monitoraggio fiscale bisognerebbe aggiungere la tassazione sui redditi (per esempio, dividendi e capital gains), da calcolare in modo analitico, generati dagli attivi esteri non dichiarati e le relative sanzioni, che sconterebbero le medesime riduzioni di cui si discute (sanzione ridotta alla metà del minimo e possibilità di definizione con il pagamento di un terzo della sanzione irrogata).

Dunque a legislazione vigente è possibile la voluntary disclosure. Le attese coperture legislative (causa di esclusione della punibilità per i reati di omessa ed infedele presentazione della dichiarazione dei redditi) interverranno dunque in un quadro in cui risultano già definite le linee guida cui l'amministrazione si ispirerà per l'applicazione delle sanzioni amministrative.

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