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Banche e fiduciarie in azione

del 24/12/2013
di: di Fabrizio Vedana
Banche e fiduciarie in azione
Tutti i redditi derivanti dagli investimenti detenuti all'estero e dalle attività estere di natura finanziaria devono essere assoggettati a ritenuta o a imposta sostitutiva delle imposte sui redditi da banche, fiduciarie o altro intermediario residente che intervengono nella riscossione dei relativi flussi finanziari e dei redditi, oltre che nei casi in cui detti investimenti e attività siano ad essi affidati in custodia, amministrazione o gestione. Nessun obbligo di compilazione del quadro RW per gli investimenti all'estero e le attività estere di natura finanziaria affidate in gestione o in amministrazione a banche, a fiduciarie o agli altri intermediari indicati dall'articolo 11, commi 1 e 2, del decreto legislativo 231/07.

Si potrebbero riassumere in tal modo le molte novità contenute nella circolare 38/E diffusa ieri dall'Agenzia delle entrate e con la quale vengono dettate le nuove disposizioni in materia di monitoraggio fiscale in attuazione di quanto previsto dalla legge 6 agosto 2013, n. 97.

L'Agenzia delle entrate, in attuazione di quanto previsto dall'articolo 4, comma 2, del decreto legge 167 del 1990, così come modificato e integrato dalla legge 6 agosto 2013, n.97, ha precisato meglio i termini e le modalità degli obblighi di sostituzione d'imposta posti a carico di banche e fiduciarie laddove vengano utilizzati come veicolo per l'accredito in Italia di flussi provenienti dall'estero e che può anche prescindere da un formale incarico all'incasso degli stessi.

La circolare, dopo aver confermato la vigenza degli obblighi previsti a carico dei sostituti d'imposta (per lo più banche e società fiduciarie, ricorda l'amministrazione finanziaria) con riferimento ai contratti di assicurazione sulla vita di capitalizzazione stipulati con compagnie di assicurazione estere, chiarisce che l'obbligo di sostituzione tributaria opera anche con riferimento ai proventi dei titoli non collocati nel territorio dello stato e conseguiti per il tramite degli intermediari italiani.

L'Agenzia delle entrate elenca poi le fattispecie di redditi di capitale e di redditi diversi sui quali gli intermediari sono tenuti ad applicare il prelievo alla fonte a titolo di acconto nella misura del 20% nel momento in cui intervengono nella riscossione dei redditi e dei flussi finanziari esteri.

Rientrano nella prima categoria ovvero nei redditi di capitale quelli derivanti da contratti di mutuo, deposito e conti correnti diversi da quelli bancari nonché sugli importi delle rendite perpetue e prestazioni annue perpetue di cui agli articoli 1861 e 1869 del codice civile il cui debitore sia un soggetto non residente nonché su tutti gli interessi derivanti da altri rapporti aventi per oggetto l'impiego del capitale.

Con riguardo ai redditi diversi, la ritenuta alla fonte del 20% andrà applicata alle seguenti ipotesi:

- plusvalenze imponibili derivanti dalla cessione di immobili situati all'estero;

- plusvalenze realizzate a seguito della cessione a titolo oneroso di terreni detenuti all'estero succettibili di utilizzazione edificatoria;

- redditi derivanti dalla locazione di immobili situati all'estero ferma restando le deroghe previste in ragione della legislazione fiscale prevista dai singoli stati;

- redditi esteri di natura fondiaria, compresi quelli dei terreni dati in affitto per usi non agricoli;

- i redditi derivanti dalla concessione in usufrutto o dalla sublocazione di beni immobili situati all'estero, dall'affitto, locazione, noleggio o concessione in uso di veicoli, macchine e altri beni mobili detenuti all'estero (per esempio, imbarcazioni, oggetti preziosi, opere d'arte ecc).

Al fine di consentire al sostituto d'imposta di adempiere i propri obblighi il contribuente è tenuto a fornire ogni utile informazione per individuare la natura reddituale del flusso nonché la fattispecie e la relativa base imponibile.

L'intermediario dovrà segnalare le posizioni per le quali non sia stato applicato il prelievo alla fonte anche per effetto del rimborso eventualmente ricevuto dal contribuente se ha già pagato le imposte all'estero.

L'intervento della banca o della fiduciaria, in qualità di sostituto d'imposta, consentirà al contribuente di essere esonerato dall'obbligo di compilare il quadro RW della sua dichiarazione dei redditi.

Tale esonero viene ora previsto:

- per le attività finanziarie e patrimoniali affidate in festino in amministrazione (fiduciaria) all'intermediario italiano;

- per i contratti produttivi di redditi di natura finanziaria conclusi attraverso l'intervento degli intermediari finanziari residenti in qualità di onintronanti ovvero come mandatari di una delle controparti contrattuali;

- per le attività finanziarie e patrimoniali i cui redditi siano riscossi attraverso l'intervento della banca o della fiduciaria.

L'esonero opererà a condizione che i redditi di natura finanziaria e patrimoniale siano stati assoggettati a una tassazione mediante applicazione di imposta sostitutiva nell'ambito di applicazione del regime del risparmio amministrato o gestito ai sensi degli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 461/97.

In tale ambito si precisa che ai fini di cui sopra potrà essere conferito incarico alla fiduciaria anche un «semplice» incarico di amministrazione conforme allo schema che proprio ieri è stato diffuso da Assofiduciaria con la circolare Com-2013-099.

Da segnalare infine che nella parte finale della circolare, l'Agenzia delle entrate chiarisce i termini di applicazioni delle nuove sanzioni anche in vista del prossimo, atteso, provvedimento sulla voluntary disclosure.

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