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Dagli ordini ok ad Alfano

del 26/03/2010
di: di Gabriele Ventura
Dagli ordini ok ad Alfano
La riforma delle professioni per cancellare le liberalizzazioni di Bersani. Questa, a parere degli ordini, la via legislativa per scrivere la parola fine sulle «lenzuolate» dell'ex ministro dello sviluppo economico, «che non hanno prodotto altro effetto se non quello di penalizzare i professionisti italiani». Insomma, l'annuncio del ministro della giustizia, Angelino Alfano, di abrogare il decreto Bersani e di convocare gli stati generali delle professioni (si veda ItaliaOggi di ieri), ha riscosso il plauso unanime delle categorie ordinistiche. E delle associazioni, a patto però di essere coinvolte nel processo di riforma annunciato dal Guardasigilli.

«Esprimiamo soddisfazione per la scelta del ministro di occuparsi in prima persona della legge Bersani», ha commentato il presidente del Cup, Marina Calderone (consulenti del lavoro), «e il fatto che voglia convocare le compagini dei professionisti è di certo un dato rilevante, perché significa lavorare alla riforma partendo dall'ascolto. L'importante, però, è che al tavolo siedano esclusivamente i rappresentanti degli ordini professionali. Ritengo poi che laddove si parli delle norme della legge Bersani che penalizzano i professionisti, come quella sulle tariffe, la loro cancellazione debba trovare collocazione all'interno della riforma delle professioni». Sulla stessa linea anche le professioni tecniche, rappresentate dal Pat. «Bersani ha creato una grandissima confusione nel mondo delle professioni e delle nostre attività», ha detto Giuseppe Jogna (periti industriali), vice coordinatore del Pat, «quindi ben venga se si vuole porre rimedio. Detto questo, staremo a vedere, consapevoli che quelle del ministro della giustizia sono dichiarazioni importanti. Personalmente non sono un sostenitore dell'obbligatorietà dei minimi tariffari perché a mio parere il vero problema è creare degli standard di qualità per definire il valore della prestazione. In modo tale che il professionista venga pagato per il servizio che ha svolto».

Le associazioni, da parte loro, rivendicano un ruolo attivo nella riforma delle professioni. «Vedremo cosa succederà, se è una trovata elettorale o se il ministro fa sul serio», ha commentato il presidente del Colap, Giuseppe Lupoi, «faremo richiesta formale per essere convocati anche noi e vedremo quale sarà la risposta». Anche Assoprofessioni invierà un documento e una lettera al Guardasigilli per essere coinvolta negli stati generali delle professioni. «Siamo contenti che il ministro abbia deciso di incontrare le professioni», ha detto il presidente Giorgio Berloffa, «a patto che tutto ciò avvenga secondo il principio duale, senza figli e figliastri. Il ministro non può rifiutarsi di dialogare con una parte del mondo professionali. A nostro parere il concetto fondate è che la riforma debba essere duale, anche prevedendo due percorsi diversi». Secondo Maria Grazia Siliquini, relatore in commissione Giustizia della Camera della riforma delle professioni e che ha appena concluso la tornata di audizioni, «con la proposta del ministro Alfano si dà una forte spinta per far uscire i professionisti e il paese dalla crisi economica».

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