Consulenza o Preventivo Gratuito

Tasi e slot, è tutto da rifare

del 21/12/2013
di: di Francesco Cerisano
Tasi e slot, è tutto da rifare
Tutto sbagliato, tutto da rifare. Dalla Tasi, che non garantisce ai comuni le risorse necessarie per le detrazioni, alla mini-Imu, che rischia di chiamare alla cassa 24 milioni di contribuenti, passando per il pasticcio dell'emendamento, inserito a sorpresa nel decreto «salva Roma», che taglia i fondi ai comuni anti-slot machine, gli scampoli finali del 2013 vedranno governo e parlamento impegnati in un tour de force per rimediare ai passi falsi degli ultimi giorni. A partire dalla legge di stabilità.

La manovra non è ancora legge dello stato e già si pensa a come modificarla. Dopo aver incassato la fiducia alla camera, il ddl si avvia al rush finale in senato dove sarà licenziato in via definitiva lunedì con un altro voto di fiducia. Ma il governo è già al lavoro per correggere le misure sulla fiscalità immobiliare e trovare una soluzione per compensare il mancato gettito a cui i comuni andranno incontro con l'introduzione della Tasi. Le parole del presidente dell'Anci Piero Fassino, che ha minacciato la rottura dei rapporti istituzionali col governo se ai sindaci non sarà riconosciuto almeno un miliardo aggiuntivo necessario per finanziare le detrazioni, hanno smosso il governo. Il ministro per gli affari regionali, Graziano Delrio, ha annunciato l'imminente varo di un decreto legge che dovrebbe reperire i fondi aggiuntivi chiesti dall'Anci. Come? Astrattamente le strade sono due: stanziare ulteriori risorse o consentire ai comuni di alzare le aliquote. E considerando che la prima rappresenta un'ipotesi molto ardua, l'innalzamento dell'aliquota massima sulle abitazioni principali al 3,5 per mille (si veda ItaliaOggi del 17/12/2013), ma solo a condizione che gli enti prevedano detrazioni per prima casa e figli a carico (sul modello della vecchia Imu), sembra una scelta obbligata. Il decreto potrebbe andare sul tavolo del consiglio dei ministri tra Natale e Capodanno (probabilmente il 27 dicembre) e comunque in tempo utile per dispiegare i suoi effetti prima dell'entrata in vigore della legge di stabilità (1° gennaio 2014).

A rendere ancora più tesi i rapporti tra esecutivo e comuni è arrivato poi l'emendamento, inserito dal senato all'interno del decreto legge n.126/2013 (cd. «salva Roma»), che punisce con un taglio ai trasferimenti i comuni e le regioni che hanno contrastato il fenomeno delle ludopatie. La correzione (proposta dalla senatrice del Ncd Federica Chiavaroli e che l'Anci ha senza mezzi termini bollato come «una evidente provocazione») ha subito creato più di un imbarazzo nel Partito democratico. Angelo Rughetti, deputato vicino a Matteo Renzi e relatore del decreto legge alla camera, ha annunciato la presentazione di un emendamento soppressivo della norma che penalizza i comuni anti-slot machine. E il portavoce della segreteria del Pd, Lorenzo Guerini, ha annunciato che per evidenti ragioni di immagine l'emendamento recherà come primo firmatario il capogruppo Pd alla camera Roberto Speranza. Per risolvere il pasticcio, il decreto dovrà tornare al senato per una terza lettura. Montecitorio punta a chiudere i lavori entro domenica sera, in modo da consegnare il dl a palazzo Madama per un'approvazione lampo che dovrebbe avvenire nella giornata di lunedì. Nel «salva Roma», oltre a cancellare l'emendamento Chiavaroli, la camera potrebbe intervenire sulla mini-Imu, consentendo la possibilità di detrarre dalla futura Tasi il surplus che i contribuenti (nei 2.390 comuni che hanno aumentato le aliquote sulla prima casa) dovranno versare entro il 24 gennaio. Ma è solo un'ipotesi. Perché resta comunque in piedi l'idea di affrontare anche questo capitolo nel decreto correttivo della legge di stabilità. Non ci saranno invece novità sull'addizionale Irpef di Roma. La Capitale non potrà più portarla all'1,2%. La consolazione per la giunta Marino è che il mancato aumento non impatterà sui conti 2013, ma sul bilancio 2014. Che Roma e tutti gli altri comuni, per effetto della proroga decisa giovedì dalla Conferenza stato-città, dovranno approvare entro il 28 febbraio.

vota