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Torna lo spesometro sui piccoli

del 21/12/2013
di: Pagina a cura di Luigi Chiarello
Torna lo spesometro sui piccoli
Dietrofront sullo spesometro in agricoltura. Contrariamente a quanto deciso dal governo col maxiemendamento al ddl Stabilità, su cui il senato ha votato la fiducia (si veda ItaliaOggi del 27/11/2013), gli agricoltori esonerati dalla dichiarazione Iva dovranno comunicare all'amministrazione finanziaria le operazioni rilevanti a fini Iva. Si tratta, va ricordato, di produttori agricoli con volume d'affari sotto i 7 mila euro l'anno. A partire dal 2014, invece, i fabbricati rurali a uso strumentale vengono esentati dall'Imu e avranno un'aliquota massima Tasi (tassa sui servizi indivisibili) dell'uno per mille. Inoltre, ai fini dell'imponibile Imu, viene ridotto da 110 a 75 il moltiplicatore per i terreni agricoli, ma solo se di proprietà di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola. Ripristinate anche le agevolazioni tributarie per la piccola proprietà contadina (imposta di registro ed ipotecaria in misura fissa e imposta catastale all'1% per il trasferimento di terreni tra agricoltori). E la facoltà, per le società di persone e capitali che svolgono solo attività agricola, di optare per la determinazione del reddito su base catastale anziché a bilancio. Viene, quindi, prevista una riserva del 20% in favore degli agricoltori under 40 per l'affitto di terreni demaniali di proprietà dello Stato. Sono queste le novità principali per il comparto agroalimentare della legge di Stabilità, che ieri ha incassato la fiducia a Montecitorio. Tutte le misure sono riassunte nella tabella a lato. Tra queste si segnalano anche lo stop agli aumenti di prezzo di alimentari venduti ai distributori, con la sola deroga dell'eventuale adeguamento Iva, il rifinanziamento della legge di promozione agroalimentare (449/1999) e il trasferimento del personale a tempo indeterminato Buonitalia all'Ice, in deroga alla dotazione organica della riformata Agenzia per il commercio estero.

Fondi Ue. Su un piano più generale di lungo periodo, vengono stanziate le risorse per la copertura della quota nazionale dei programmi cofinanziati Ue per il periodo 2014/20, nel settore fondi strutturali, sviluppo rurale e pesca. Per lo sviluppo rurale, lo stato mette a bilancio una spesa tra 9 e 10,4 mld di euro. Per il 70% sono somme a carico dello Stato e per il restante 30 a carico delle regioni. A questi fondi si affiancheranno 10,4 mld messi a disposizione dall'Unione europea, attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

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