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E spunta la tassa sul calciomercato

del 21/12/2013
di: Valerio Stroppa
E spunta la tassa sul calciomercato
Una tassa sul calciomercato. Si potrebbe definire così l'emendamento inserito nella legge di Stabilità 2014 che mira a porre fine ad alcune condotte elusive legate al trasferimento di sportivi professionisti da una squadra all'altra. Attraverso una modifica all'articolo 51 del Tuir, viene previsto che il 15% della commissione riconosciuta dalla società al procuratore sarà imponibile in capo al contribuente rappresentato (per esempio un calciatore, ma anche un cestista o un pallavolista). Quindi tassato alla fonte, direttamente in busta paga, con Irpef progressiva al 43%. Così facendo l'erario dovrebbe scongiurare la pratica mediante la quale, per risparmiare tasse e contributi, i club riconoscono una parte dell'ingaggio concordato con l'atleta attraverso un «bonus» corrisposto al suo agente (il quale retrocede poi all'assistito parte del compenso con pagamenti estero su estero). Poiché la società può dedurre il costo e detrarre l'Iva sulla parcella dell'agente, vi è un evidente risparmio fiscale rispetto al caso in cui fosse direttamente il giocatore a dover versare la commissione al procuratore. A parità di «netto», che è la cifra tipicamente concordata nelle trattative contrattuali nel mondo dello sport professionistico, il «costo azienda» sarebbe superiore. Nel caso dei top player, con stipendi di diversi milioni di euro, l'elusione può far perdere alle casse pubbliche cifre significative. Da qui l'intervento del legislatore. Il giocatore avrà tuttavia la possibilità di dedurre dal proprio reddito di lavoro dipendente le somme versate al proprio agente, purché dimostrabili.

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