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Voluntary disclosure in arrivo

del 21/12/2013
di: di Simona D'Alessio e Giovanni Galli
Voluntary disclosure in arrivo
In dirittura d'arrivo un provvedimento del governo per il rientro nel nostro paese dei capitali dall'estero, e su «altre materie di questo tipo». Mentre grandi gruppi, come Prada, hanno già completato la procedura di voluntary disclosure. Dopo il nulla di fatto della legge di Stabilità 2014, nella quale sarebbe stato complicato inserire una norma che ha (sul fronte dell'autoriciclaggio) risvolti di carattere penale, il premier Enrico Letta, al termine del Consiglio europeo di ieri, a Bruxelles, ha annunciato l'adozione di un provvedimento specifico in materia. L'esecutivo è dunque pronto a varare le misure in qualche modo anticipate nelle settimane scorse e Letta ha dato come tempistica «i prossimi giorni, o settimane». L'intervento, ha annunciato il premier, sarà «forte», con l'obiettivo di riportare nella Penisola i beni illegalmente esportati e, a tal proposito, ha fatto sapere che egli stesso andrà «in Svizzera, a gennaio», nella convinzione che nella nazione elvetica vi sia «un tesoro di soldi italiani che devono tornare» nella nostra disponibilità «nelle modalità migliori», in modo da rendere tali capitali «utili per il nostro paese». Nel frattempo, come detto, l'idea della voluntary disclosure si sta facendo spazio nella pianificazione fiscale anche di grandi gruppi. Prada Holding e i suoi azionisti di controllo hanno, per esempio, completato la procedura conseguente alla decisione strategica di fare dell'Italia il baricentro delle proprie attività. Nel dettaglio, spiega una nota, l'operazione riguarda il rimpatrio di tutte le attività dei soci all'estero e, in particolare, delle società di controllo localizzate nei Paesi Bassi e in Lussemburgo. Come conseguenza della procedura assunta la struttura societaria successivamente al rimpatrio verrà ulteriormente razionalizzata mantenendo esclusivamente le società holding atte a garantire un presidio di corporate governance.

Si tratta di un'iniziativa assunta volontariamente da Prada Holding e dai suoi azionisti. «Siamo molto contenti di aver preso questa decisione strategica», commenta Patrizio Bertelli, ad del gruppo Prada, «coerente con la nostra volontà di investire sull'Italia. Ciò è stato possibile grazie ad un rapporto sereno e costruttivo con l'amministrazione finanziaria, improntato alla reciproca fiducia, condizione indispensabile per ristabilire quel rapporto di collaborazione, necessario per la ripresa del Paese attraverso la valorizzazione del patrimonio imprenditoriale, umano e culturale dell'Italia.

Abbiamo avuto modo di verificare l'importanza della cooperazione virtuosa con l'Agenzia delle entrate, che cogliamo l'occasione per ringraziare, insieme alla Guardia di Finanza». In questo percorso Prada Holding e i suoi azionisti si sono avvalsi della consulenza di un team del Dipartimento di diritto tributario dello Studio legale Bonelli Erede Pappalardo guidato da Stefano Simontacchi, managing partner dello Studio.

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