Consulenza o Preventivo Gratuito

Coworking contro la crisi

del 20/12/2013
di: di Maria Paglia Componente Giunta ADC
 Coworking contro la crisi
Condividere spazi e lavorare insieme può rappresentare un' opportunità per chi vuole iniziare una nuova attività ma non ha ancora la possibilità di investirvi risorse importanti. Il coworking è una modalità di lavoro che parte dalla condivisione di un ambiente di lavoro mantenendo un'attività indipendente, ma può offrire molto di più.

In questi ultimi anni anche in Italia hanno preso vita molte iniziative di coworking. Alcune si limitano alla condivisione di spazi, altre di spazi ed attrezzature. Alcune sono iniziative imprenditoriali che vedono la possibilità di mettere più o meno temporaneamente spazi attrezzati a disposizione di chi ne ha la necessità, altre sono iniziative autogestite da chi ne ha la necessità, ma soprattutto crede nella possibilità di creare sinergie lavorando e confrontandosi con altri soggetti, sia imprenditori che liberi professionisti.

Per offrire un'opportunità di rilancio delle attività di lavoro autonomo, per dare coraggio a chi ha idee e voglia di fare ma ha qualche difficoltà ad iniziare, vorremmo coniugare l'idea di coworking nell'ambito delle libere professioni con un'organizzazione che consenta, attraverso un'integrazione ed un accordo con altri soggetti, non solo un'opportunità di lavoro, ma anche di conciliazione tra il lavoro e la vita quotidiana.

Non vorremmo solo condividere strumenti ed interpretare il coworking come semplice utilizzo di spazi “in affitto temporaneo”, ma come opportunità per svolgere l'attività, facilitare lo scambio di esperienze e di opportunità professionali, fornire servizi collettivi a costi più accessibili e sviluppare sinergie tra le diverse professioni.

L'idea è quella di consentire alle giovani professioniste, spesso mamme, ma anche ai giovani professionisti (ma non vogliamo escludere chi ha già esperienza, potrebbero accompagnarsi anche iniziative di mentoring), di usufruire di ambienti idonei anche per l'attività quotidiana, incontrare clienti, organizzare meeting, usufruire di un servizio di cobaby, di spazi collettivi per un momento di relax, per uno spuntino o un pranzo veloce se si è lontani da casa. Convenzionare una serie di servizi per agevolare l'organizzazione familiare.

Riteniamo anche che l'esperienza di coworking possa rappresentare il primo passo verso la creazione di studi professionali più grandi ed organizzati. Non stiamo parlando della formula da noi conosciuta per gli Studi associati, ma di attività indipendenti che possono integrarsi.

In sostanza si tratta di lavorare autonomamente, ma con la possibilità di stare insieme e condividere spazi, strumenti e servizi e perché no, esperienze e professionalità.

L'abbinamento di servizi di segreteria, amministrativi, ma anche di aiuto per la gestione dei figli o per alcune attività di carattere domestico (lavanderie, stirerie…), la condivisione di spazi ricreativi comuni, potrebbero poi aiutare la conciliazione dei tempi di lavoro e di vita.

Poiché non è necessario inventare o creare qualcosa di assolutamente nuovo, se qualcuno ci ha già provato possiamo copiare il meglio, pescando nelle esperienze ed imparando dagli errori altrui. Per questo a Reggio Emilia il tavolo di coordinamento delle iscritte agli Ordini Professionali del territorio (Profess@RE al femminile), di cui faccio parte, il Comune, la Provincia, la Consigliera di parità, con il patrocinio della CCIAA, hanno organizzato un incontro nel quale sono state illustrate, direttamente dagli ideatori, due esperienze tanto diverse quanto “integrabili” in una nuova progettazione.

Riccarda Zezza, ideatrice ed amministratrice di “Piano C”, una bellissima iniziativa di carattere imprenditoriale nata a Milano, che ad un anno dalla nascita è diventata davvero una esperienza esemplare.

Fabrizio Casetti, presidente della Onlus “Spazio Grisu'” di Ferrara, che ha ricevuto in comodato gratuito una caserma dei vigili del fuoco dalla Provincia ormai dismessa e destinata all'alienazione, ha portato una ventata di novità e creatività. La Onuls attraverso un bando ha selezionato nuove idee di impresa e di lavoro autonomo e dato la possibilità agli ideatori di realizzarle, a partire dal recupero in autogestione di questo enorme spazio pubblico, riportato in vita ed in qualche modo restituito alla città.

“Piano C” ha ricevuto un premio per “innovazione sociale”, “Spazio Grisu'” ha maturato una esperienza nell'identificazione di spazi inutilizzati o abbandonati che appartengono ad Enti pubblici e che, con strumenti normativi adeguati, possono essere affidati a privati, i quali nell'utilizzarli adeguatamente potranno trarne beneficio per se' e per la collettività, creando valore aggiunto laddove invece il valore andava irrimediabilmente disperso.

Queste sono solo due delle molteplici esperienze nate in Italia negli ultimi anni.

I liberi professionisti sono sempre stati caratterizzati da uno spiccato senso di autonomia. Gli Studi associati rappresentano nel panorama nazionale ancora delle eccezioni ed i più grandi ed organizzati si trovano prevalentemente nelle grandi città, spesso hanno organizzazioni verticistiche e non riuniscono più di due o tre diverse professioni.

La normativa sulle società tra liberi professionisti non ha certo visto ancora molte applicazioni.

Pensiamo quindi ad una organizzazione diversa, più orientata ad una integrazione con la vita quotidiana, più alla portata di chi è giovane o che non ha la forza finanziaria di sostenere da solo un investimento iniziale.

Lasciamo il resto all'intuizione, perchè non vogliamo dilungarci a sottolineare come esperienze del genere possano anche consentire il recupero di zone semiabbandonate ed ormai sul cammino del degrado urbanistico e sociale.

Tutto questo può e deve vedere agire soprattutto i giovani, ma può usufruire dell'esperienza di chi ha già vissuto, esaltando la diversità: di genere, di generazione, di esperienza, di cultura...

vota