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Voucher, arma a doppio taglio

del 20/12/2013
di: di Daniele Cirioli
Voucher, arma a doppio taglio
Per imprese e professionisti scatta il rischio voucher. L'Inps, infatti, non garantisce ai committenti la possibilità di verificare i compensi incassati dai lavoratori nel corso dell'anno solare, come invece aveva previsto il ministero del lavoro. Il rischio pertanto è quello che, sforati i limiti di legge (2 mila euro), l'impresa o il professionista si vedano trasformare il rapporto occasionale in una assunzione definitiva a tempo pieno e indeterminato. È quanto si deduce dalla circolare n. 176/2013 dell'Inps. Con circolare n. 177/2013, inoltre, l'Inps ha ieri informato che dal prossimo 15 gennaio la denuncia obbligatoria di avvio del rapporto di lavoro occasionale andrà fatta esclusivamente all'Inps e solo in via telematica.

La verifica dei limiti. A seguito della riforma Fornero la legittimità dei buoni lavoro (voucher) è esclusivamente legata al rispetto di limiti economici prefissati per legge, limiti peraltro il cui riferimento si è spostato dal committente al prestatore di lavoro. Infatti, oggi, il limite è previsto quale compenso massimo che, complessivamente, può essere percepito dal prestatore nel corso di un anno solare, inteso come periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre (i limiti sono in tabella). Il loro rispetto costituisce elemento fondamentale per la qualificazione delle prestazioni «accessorie». Se il limite è superato, ha spiegato il ministero del lavoro (circolare n. 4/2013), il rapporto intercorrente tra un lavoratore e un'impresa o professionista è sanzionato con la conversione in rapporto a tempo pieno e indeterminato.

Successivamente il ministero ha rinviato l'applicazione della nuova sanzione in attesa che l'Inps mettesse a disposizione dei committenti una procedura che consentisse loro di verificare i compensi già percepiti dai lavoratori, proprio ai fini di non incorrere nella sanzione. Nella circolare n. 177/2013 l'Inps, annunciando la disponibilità online di tale procedura di controllo, ha precisato però di non poter garantire l'esatto riscontro dei compensi riscossi nel corso dell'anno dal lavoratore, in quanto negli estratti conto può presentarsi un disallineamento tecnico rispetto alla data effettiva del pagamento al prestatore. Per questi motivi, l'Inps ha spiegato che «rimane fermo quanto previsto dalla circolare n. 4/2013 del ministero del lavoro, in ordine alla dichiarazione dei prestatori di non superamento dei limiti economici, ai sensi dell'art. 46, comma 1 lett. o) del dpr n. 445/2000, con riferimento sia ai voucher riscossi che a quelli ricevuti, ma non ancora incassati, nell'anno solare». Insomma, la soluzione che il ministero aveva previsto come transitoria, intanto che l'Inps mettesse a punto il sistema di monitoraggio, si trasforma in procedura definitiva, alzando però il rischio a carico di imprese e professionisti di vedersi comminare la sanzione (se non dagli ispettori, da un giudice) dell'assunzione a tempo indeterminato del lavoratore qualora il limite venga superato per effetto di precedenti rapporti non comunicati dal lavoratore.

Denuncia all'Inps. Per l'utilizzo del lavoro accessorio è previsto un unico adempimento obbligatorio a carico di tutti i committenti, da farsi prima dell'inizio della prestazione: effettuare la denuncia d'inizio attività con indicazione dei dati anagrafici e del codice fiscale del committente e del prestatore di lavoro, del luogo di svolgimento dell'attività lavorativa e della durata presunta. Oggi la comunicazione è fatta all'Inail; a partire dal 15 gennaio 2014 andrà fatta all'Inps esclusivamente con modalità telematica.

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