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Rifiuti speciali esenti da Tari

del 20/12/2013
di: di Sergio Trovato
Rifiuti speciali esenti da Tari
Non sono soggette alla Tari le superfici produttive di rifiuti speciali, a meno che i comuni, con regolamento, non li assimilino agli urbani. In questo caso l'amministrazione comunale può prevedere riduzioni tariffarie proporzionali alle quantità di rifiuti che le imprese produttrici dimostrino di avviare al recupero. Tuttavia, l'agevolazione fiscale non si applica alla quota fissa ma solo alla parte variabile della tariffa. Lo prevede il comma 450 del ddl di stabilità nella sua nuova formulazione risultante dall'emendamento approvato nei giorni scorsi.

Dunque, sono esonerate dalla Tari le superfici ove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori, purché dimostrino l'avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente. Mentre, per i produttori di rifiuti speciali assimilati agli urbani, il comune ha facoltà di prevedere riduzioni della parte variabile proporzionali alle quantità che le imprese interessate provino di aver avviato al recupero. È espressamente escluso che il beneficio possa essere esteso alla parte fissa della tariffa. Il legislatore limita espressamente l'agevolazione alla sola quota variabile per evitare i dubbi interpretativi che si sono posti in passato per la Tia. Al riguardo, il Consiglio di stato (sentenza 4756/2013) ha dichiarato illegittimo il regolamento comunale sulla Tia che prevedeva l'applicazione della quota fissa della tariffa per le superfici produttive di rifiuti speciali.

La norma lascia ai comuni la facoltà di assimilare agli urbani i rifiuti speciali. Qualora non adotti la relativa deliberazione, l'ente è legittimato a riscuotere la tassa indipendentemente dalla circostanza che il contribuente affidi a terzi lo smaltimento dei rifiuti prodotti nel territorio comunale. Il potere di assimilazione era previsto anche per Tarsu, Tia e Tares. L'articolo 21, comma 2, lettera g) del decreto legislativo 22/1997 attribuiva ai comuni il potere di assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani. Normalmente, tutti i rifiuti di origine industriale, artigianale, commerciale o connessi a servizi possono essere assimilati agli urbani, a eccezione dei rifiuti pericolosi.

Non sono soggette al prelievo, invece, le superfici in cui vengono prodotti rifiuti speciali. Nella determinazione della superficie non si tiene conto solo di quella parte di essa dove si formano questi rifiuti, allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori. Quindi, non si conteggia la parte di superficie che ha questa destinazione nell'ambito di un immobile. E l'esclusione dell'obbligo di conferire i rifiuti al servizio pubblico si ha solo nei casi in cui sia fornita dimostrazione del loro avvio al recupero, con attestazione di ricevuta da parte dell'impresa incaricata del trattamento. Spetta al contribuente provare quale parte dell'immobile debba essere esclusa dalla tassazione.

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