Consulenza o Preventivo Gratuito

Pirotecnica, in 15 anni 56 morti sul lavoro

del 19/12/2013
di: Renato Narciso
Pirotecnica, in 15 anni 56 morti sul lavoro
Sessantasei infortuni sul lavoro, 11 dei quali mortali, nel solo quadriennio 2007-2010, 14 esplosioni all'interno di fabbriche di fuochi d'artificio dal 1998 a oggi con 56 vittime nelle 700 aziende italiane che vendono materiale pirotecnico con un fatturato annuo che supera i 100 milioni di euro che rappresenta solo il 50% di quello legale, perché il restante è coperto da quello illegale proveniente maggiormente dalla Cina e paesi dell'Est Europa. È questo quanto emerge dal secondo dossier su «Legalità e Fuochi Pirotecnici» presentato ieri mattina, 18 dicembre, presso la sala stampa della camera dei deputati.

Il dossier, presentato da Alberto Bruno e da Anna Zollo, rispettivamente responsabile sicurezza energetica e ambientale e dell'ufficio studi e ricerche di FareAmbiente, pone l'attenzione sui danni provocati dai botti illegali alle tasche ma soprattutto all'incolumità degli italiani.

I dati degli ultimi anni parlano soprattutto di lesioni, sia agli arti che agli occhi. Le lesioni più comuni sono state e sono le ustioni. Le lesioni potenzialmente invalidanti sono ustioni di terzo grado, sfacelo traumatico delle mani o parti di esse amputazione di falangi, dita o dell'intera mano, e casi con lesioni oculari che hanno comportato una riserva per la funzionalità visiva. Le lesioni molto gravi (sfacelo o amputazione) sono state più frequenti tra gli adulti che tra i bambini; come negli anni precedenti, le lesioni oculari gravi sono ripartite a metà tra adulti e bambini.

Hanno partecipato alla presentazione Vincenzo Pepe, presidente nazionale FareAmbiente, Erica Botticelli, vicepresidente FareAmbiente, Paolo Russo, membro della commissione agricoltura della camera, Cosimo Maria Ferri, sottosegretario del ministero della giustizia, e il capitano Simone di Monaco dell'ufficio sicurezza del 3° reparto operazioni della guardia di finanza.

vota