Consulenza o Preventivo Gratuito

Assumere disoccupati conviene

del 19/12/2013
di: di Daniele Cirioli
Assumere disoccupati conviene
Via libera al bonus occupazione disoccupati. Chi assume soggetti che stanno fruendo dell'Aspi, con contratto a tempo pieno e indeterminato, ha diritto al 50% dell'indennità (Aspi) che sarebbe ancora spettata al lavoratore assunto. Per accedere al bonus, che è soggetto alla regola de minimis e che è cumulabile con altre eventuali agevolazioni contributive escluse quelle di tipo finanziario (bonus giovani), va presentata un'apposita istanza all'Inps. Il recupero del bonus avviene con il conguaglio con i contributi dichiarati sull'UniEmens. Lo stabilisce l'Inps nella circolare n. 175/2013.

Assunzioni agevolate. L'incentivo è stato introdotto dal decreto lavoro (dl n. 76/2013 convertito dalla legge n. 99/2013), in vigore dal 28 giugno 2013. Si applica alle assunzioni a tempo pieno e indeterminato di soggetti in godimento dell'indennità Aspi. In merito, l'Inps precisa che si può accedere all'incentivo anche in caso di trasformazione a tempo pieno e indeterminato di un contratto a termine già instaurato con un lavoratore titolare di Aspi, ma non in fruizione in quanto sospesa secondo la disciplina propria di tale indennità di disoccupazione.

Chi ne può beneficiare. L'incentivo può essere richiesto da tutti i datori di lavoro, imprese e professionisti quindi, comprese le cooperative che instaurano con un socio un rapporto di lavoro in forma subordinata e le agenzie di somministrazione con riferimento ai lavoratori assunti a scopo di somministrazione.

L'incentivo. L'incentivo, come accennato, è pari alla metà (50%) dell'indennità residua Aspi cui il lavoratore avrebbe avuto titolo se non fosse stato assunto. L'importo è corrisposto sotto forma di contributo mensile e spetta solamente per i periodi di effettiva erogazione della retribuzione al lavoratore. Se il lavoratore è stato retribuito per tutto il mese, il contributo compete in misura intera; spetta in misura ridotta, invece, in presenza di giornate non retribuite per eventi quali, ad esempio, astensione dal lavoro per sciopero, per malattia, per maternità ecc. In tal caso, in particolare, l'importo mensile di Aspi spettante al datore di lavoro (il bonus) è ridotto dell'importo che deriva dal prodotto tra l'importo mensile Aspi diviso per i giorni di calendario del mese considerato e il numero di giornate non retribuite. Sono considerate retribuite anche le giornate retribuite con emolumenti ridotti.

L'Inps precisa, ancora, che la somma a credito dell'azienda non può comunque risultare superiore all'importo della retribuzione erogata al lavoratore nello stesso mese dell'anno, comprendendovi anche le eventuali competenze ultra-mensili calcolate pro-quota. L'incentivo, inoltre, non può superare la durata dell'indennità Aspi che sarebbe ancora spettata al lavoratore assunto, durata da determinarsi con riferimento alla decorrenza iniziale dell'indennità stessa, detraendo i periodi di cui l'interessato ha già usufruito all'assunzione e considerando le durate fissate dalla legge n. 92/2012 (riforma Fornero, si veda tabella).

Il diritto dell'azienda a percepire il bonus cessa, in ogni caso, dalla data in cui il lavoratore raggiunge i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato.

Il cumulo. L'Inps, infine, precisa che il bonus Aspi è cumulabile con altri eventuali sgravi contributivi che dovessero spettare sulla stessa assunzione, ma non con altri aiuti di tipo finanziario (è il caso del bonus giovani introdotto dallo stesso decreto lavoro).

© Riproduzione riservata

vota