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Ferragamo falso, multa per 4,3 mln $

del 19/12/2013
di: di Simonetta Scarane
Ferragamo falso, multa per 4,3 mln $
Vendere false scarpe e borse Salvatore Ferragamo su Internet costerà caro alle 15 società che avevano organizzato il commercio online dei prodotti taroccati con il marchio della griffe fiorentina del lusso made in Italy. Dovranno pagare 4,3 milioni di dollari (3,125 milioni di euro) alla maison di moda con sede a Firenze a titolo di risarcimento per i danni provocati dal commercio di prodotti contraffatti. La sentenza dei giudici americani della Corte del tribunale del distretto meridionale di New York è stata accolta con grande soddisfazione a palazzo Ferroni, in riva all'Arno. «La Corte ha compreso il pericolo rappresentato dalla contraffazione online per i consumatori», ha dichiarato Ferruccio Ferragamo, presidente della società quotata che da anni lotta contro il fenomeno della contraffazione che colpisce in particolare le griffe del lusso. «Internet è divenuto un canale di primaria importanza per chi traffica in prodotti contraffatti», ha proseguito, «ed è al centro delle ultime azioni legali intraprese dal nostro gruppo, storicamente fra i più bersagliati dal fenomeno». Con 3 mila dipendenti e 610 monomarca Ferragamo è presente sui mercati d'Europa, Stati Uniti e del continente asiatico. A gennaio la società fiorentina si era rivolta ai giudici di New York e aveva avviato presso la corte dei tribunale un'azione civile contro 15 titolari di complessivi 95 domini che usurpavano il marchio Ferragamo. I falsi siti Ferragamo servivano ad adescare i cyber acquirenti offrendo calzature, borse, accessori in pelle della griffe, rigorosamente falsi, a prezzi scontati, truffando l'ignaro consumatore patito per l'e-commerce. L'unico sito sicuro per l'e-commerce è quello ufficiale dell'azienda. A marzo, i giudici americani avevano disposto l'oscuramento dei siti Internet denunciati dalla Salvatore Ferragamo disponendone il trasferimento dei domini alla società fiorentina. E adesso, è arrivata la sentenza che condanna le 15 società a pagarle 4,3 milioni di dollari di danni.

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