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Elusione, conta anche il pregresso

del 18/12/2013
di: Debora Alberici
Elusione, conta anche il pregresso
Linea dura sull'elusione fiscale. Anche le vicende patrimoniali del contribuente in anni pregressi rispetto a quello in contestazione che mostrano l'antieconomicità della gestione aziendale possono contribuire a fondare l'accertamento induttivo, al di là di una contabilità apparentemente regolare. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 28190 del 17 dicembre 2013, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate. L'ufficio aveva spiccato un accertamento Irpef e Iva a carico di un contribuente che aveva partecipato, secondo l'amministrazione, a una società di fatto. L'uomo aveva negato tale partecipazione sostenendo di essere stato un semplice procacciatore d'affari e di non aver mai fatturato nulla. La tesi non ha convinto il fisco che, avvalendosi di accertamenti fatti anche in anni pregressi e a dispetto di una contabilità regolare della società, ha emesso l'atto impositivo.

I giudici di merito lo hanno annullato e ora la Cassazione ha ribaltato la decisione. Il Collegio di legittimità ha infatti motivato che in tema di accertamento induttivo dei redditi d'impresa sulla base del controllo delle scritture e delle registrazioni contabili, l'atto di rettifica, qualora l'ufficio abbia sufficientemente motivato, sia specificando gli indici di inattendibilità dei dati relativi ad alcune poste di bilancio, sia dimostrando la loro astratta idoneità a rappresentare una capacità contributiva non dichiarata, è assistito da presunzione di legittimità circa l'operato degli accertatori, nel senso che null'altro l'ufficio è tenuto a provare, se non quanto emerge dal procedimento deduttivo fondato sulle risultanze esposte. Grava invece sul contribuente l'onere di dimostrare la regolarità delle operazioni effettuate, anche in relazione alla eventuale «antieconomicità» delle stesse, senza che sia sufficiente invocare l'apparente regolarità delle annotazioni contabili. «Del resto», si legge ancora nell'ordinanza, «anche le vicende relative alla situazione patrimoniale del contribuente accadute in anni diversi da quello in contestazione possono costituire legittimi indici di capacità contributiva in tale materia, allorché si riflettano sul periodo fiscale interessato, traducendosi in ulteriori e autonomi indici contributivi».

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