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Ispezioni sì, ma ben motivate

del 18/12/2013
di: di Debora Alberici
Ispezioni sì, ma ben motivate
Più garanzie per i cittadini durante le perquisizioni della polizia tributaria. Infatti, l'ispezione della Guardia di finanza è illegittima e non può essere usata ai fini dell'accertamento fiscale se il decreto di autorizzazione della procura non motiva adeguatamente sui gravi indizi di evasione.

Lo ha stabilito la Suprema corte che, con l'ordinanza n. 28188 del 17 dicembre 2013, ha respinto il ricorso dell'amministrazione finanziaria.

La vicenda riguarda una società che gestiva un albergo. Lo stabile era adibito a uso aziendale e ad abitazione. Un uso promiscuo, dunque. L'imprenditore aveva impugnato l'accertamento contestando che il decreto della procura non aveva adeguatamente motivato sui gravi indizi di evasione fiscale.

La Ctp ha annullato l'atto impositivo con sentenza confermata dalla Ctr. Contro la doppia conforme l'Agenzia delle entrate ha presentato ricorso in Cassazione, ma senza successo. La sesta sezione, T, lo ha respinto chiarendo che il giudice tributario, in sede di impugnazione dell'atto impositivo basato su libri, registri, documenti e altre prove reperite mediante accesso domiciliare autorizzato dal procuratore della repubblica, ai sensi dell'art. 52 del dpr 26 ottobre 1972, n. 633 (dettato in tema di imposte sul valore aggiunto, ma reso applicabile anche ai fini dell'accertamento delle imposte sui redditi), ha il dovere, oltre che di verificare la presenza di una motivazione sulla sussistenza di gravi indizi del verificarsi dell'illecito fiscale, anche di controllare la correttezza di tale apprezzamento.

Da ciò deriva che la Ctr, quando nel processo tributario non sia prodotta dall'amministrazione la richiesta di accesso degli organi accertatori cui sia stata correlata l'autorizzazione del pm, può legittimamente ritenere impedita la verifica della effettiva esistenza dei gravi indizi necessari per rilasciare l'autorizzazione, in conformità con la disposizione di cui all'art. 2697 c.c. In questo caso, non risultava che il decreto del pubblico ministero contenesse una motivazione adeguata ancorché sintetica, senza che peraltro la ricorrente l'avesse specificata.

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