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La p.a. perde 4 liti fiscali su 10

del 26/03/2010
di: di Debora Alberici
La p.a. perde 4 liti fiscali su 10
Nel corso del 2009 le pubbliche amministrazioni italiane hanno perso in modo totale 4 contenziosi fiscali su dieci in modo parziale un contenzioso ogni dieci. In particolare, l'insieme delle Pubbliche amministrazioni ha perso pienamente il 37,2% e in modo parziale l'8,5% dei contenziosi instaurati davanti alle Commissioni tributarie regionali. La percentuale di soccombenza totale dell'Agenzia delle Entrate è stata del 35,1%, quella parziale del 9,1%. Quanto alle Commissioni tributarie provinciali, la percentuale di soccombenza totale delle pubbliche amministrazioni è stata nel 2009 del 36%, quella di soccombenza parziale del 10,3%. Questo quanto emerge dalla relazione del Presidente del Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria Daniela Gobbi (si veda ItaliaOggi di ieri) svolta nell'aula magna della Corte di cassazione, nella prima giornata celebrativa della Giustizia tributaria da quando esiste il Cpgt, e alla presenza del senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro, del Primo Presidente della Cassazione Vincenzo Carbone, di Luigi Casero (Sottosegretario di Stato all'Economia e alle Finanze), Paolo Salvatore (Presidente della Commissione tributaria centrale e del Consiglio di Stato), Nicola Bianchi (Consigliere nazionale del Cnf), e Maurizio Leo (presidente commissione vigilanza anagrafe tributaria della Camera), dei rappresentanti delle commissioni economia finanza e giustizia di camera e senato e infine dei rappresentanti della Corte costituzionale. Dalla cerimonia è emerso che nella giustizia tributaria servono riforme. Va garantita l'autonomia e l'indipendenza del giudice tributario, dal Ministero dell'economia e delle finanze. Ma non basta. I giudici hanno diritto a un compenso più adeguato e le commissioni tributarie, anche per chiarezza verso i cittadini, dovrebbero cambiare nome e diventare Tribunali tributari provinciali e Corti tributarie regionali. E il Governo ha già messo le mani avanti promettendo dei «tavoli tecnici» per attuare in tempi ragionevoli i cambiamenti. A sorpresa, in mattinata, un monito importante è arrivato anche dal Colle. In un telegramma indirizzato al presidente Gobbi, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sostenuto che «i processi di crescita dell'economia, in Italia, come altrove, rendono particolarmente complesso il rapporto tra fisco, cittadini e soggetti economici richiedendo al Giudice tributario competenze e sensibilità sempre più affinate. È perciò importante garantire la piena autonomia e indipendenza dei Giudici tributari e la efficienza complessiva del servizio». Non è ancora tutto. «L'iniziativa», prosegue Napolitano, «nuova e meritevole di apprezzamento, consente di illustrare alle istituzioni e agli operatori del diritto i risultati conseguiti dalla giurisdizione tributaria e le specifiche problematiche che la riguardano». Ma non è ancora tutto. Non è certo un obiettivo di serie «B», né per il presidente Gobbi né per l'Onorevole Casero, avviare la sperimentazione sul processo telematico. Anche in questo caso il Governo si dice pronto ad attuare delle norme e predisporre i fondi. Ma nelle parole del rappresentante del Governo si è letta una certa preoccupazione per il livello di evasione fiscale ancora troppo alto in Italia, anche, ha precisato l'Onorevole, grazie ai numerosissimi strumenti di elusione fiscale. Interessante sul punto l'osservazione fatta dall'avvocato Nicola Bianchi (Consigliere nazionale del Cnf), che considera ancora troppo magmatico il terreno sul quale si muove l'abuso del diritto. Anche secondo Bianchi, fra l'altro, «nella giustizia tributaria, impegnata in un lodevole e proficuo sforzo di affinamento qualitativo e revisione organizzativa, soffrono il principio di terzietà e imparzialità del giudice e quello della parità delle parti».

Dall'intervento del Primo presidente della Suprema corte, Vincenzo Carbone, è emerso un aspetto fondamentale: l'unità della giurisdizione tributaria. Insomma i giudici di legittimità (con la sezione tributaria del Palazzaccio) e quelli di merito (Ctp e Ctr) si uniscono per dire che la giustizia tributaria è autonoma, insomma, giudice esclusivo dei tributi.

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