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Beni ai soci, incognita valore di mercato del bene

del 17/12/2013
di: Daniele Menciassi
Beni ai soci, incognita valore di mercato del bene
Contribuenti fuori tempo massimo, secondo la scadenza ufficiale, per la Comunicazione dei beni in uso ai soci e familiari. Ancora in tempo, però, per rientrare nella finestra concessa fino al 31 gennaio 2014 all'Agenzia delle entrate per effettuare l'adempimento che, però, porta con sé molti punti interrogativi per quel che riguarda le caselle del rigo Bg9. A tal proposito, le Entrate, hanno provveduto a risolvere problema tecnico segnalato nei giorni scorsi (si veda ItaliaOggi dell'11 dicembre 2013), che impediva l'invio del file quando il corrispettivo pagato dal socio è uguale a zero, pubblicando, ieri, la versione 1.0.2 del programma di controllo. Ora, però, il dubbio per i professionisti riguarda la cifra da indicare nelle due caselle, a cui non rispondono né le istruzioni al modello né le due circolari n. 24 e 36 del 2012 che hanno trattato i vari aspetti secondo la normativa allora vigente. Uno dei casi più frequenti è quello dei valori da indicare per le auto, ovvero quello che nasce dall'auto che viene concessa ai soci di società di persone. Il modello richiede l'indicazione di due dati: il corrispettivo relativo al bene, cioè quanto il socio eventualmente paga alla società per l'uso dell'auto, e il valore di mercato dell'utilizzo stesso. Le circolari dell'Agenzia portano a definire il valore di mercato come lo stesso valore, basato sulle tariffe Aci, che si calcola per l'auto fringe-benefit, ex art. 51, comma 4, del Tuir. Poiché il reddito in natura che il socio deve aver inserito (rigo 10 del quadro Rl) e tassato nella propria dichiarazione è dato dalla differenza tra il valore di mercato dell'utilizzo e il corrispettivo eventualmente pagato dal socio, gli stessi documenti di prassi consentono che da detta differenza sia detratta la quota dei costi indeducibili per la società. Visto, però, che lo scopo della Comunicazione è quello di farsi dire dalla società quanto il socio deve aver (già) dichiarato come reddito diverso, ne consegue che la differenza tra i due valori indicati nel modello di Comunicazione deve essere quella del reddito che deve essere dichiarato in Unico. Il dubbio nasce, quindi, sul come indicare nelle due caselle i valori in ballo. Due le soluzioni possibili: o il valore di mercato è uguale al valore-benefit e il corrispettivo è uguale ai costi indeducibili sottratti con la differenza, o il valore di mercato è uguale al valore-benefit al netto dei costi indeducibili e il corrispettivo è uguale a Zero sottratti della differenza. La seconda soluzione sembra quella più corretta in quanto il socio non paga nessun corrispettivo alla società. Comunicare il pagamento di un importo, anche se virtuale, può dare, infatti, l'impressione al fisco che il socio abbia quella stessa cifra come disponibilità personale e spesa reale dell'anno.

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