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Immobili, agevolazioni in salvo

del 14/12/2013
di: di Roberto Rosati
Immobili, agevolazioni in salvo
La soppressione delle esenzioni e agevolazioni tributarie sulle compravendite immobiliari, che scatterà dal primo gennaio 2014, per effetto delle modifiche all'imposta di registro previste dall'art. 10 del dlgs 23/2011, non cancellerà tutte le disposizioni di favore. Dovrebbero, infatti, sopravvivere le agevolazioni funzionali a particolari istituti o che perseguono particolari fini o interessi, meritevoli di tutela sul piano dei principi e delle garanzie costituzionali , quali quelle previste per i procedimenti di separazione e di divorzio, per i procedimenti di mediazione e conciliazione, nonché, quelle previste dalla legge Bucalossi in relazione al razionale sfruttamento del suolo. Questa la tesi che il Consiglio nazionale del notariato, facendo leva anche sulla distinzione fra soppressione e abrogazione, sostiene in un documento che commenta le novità in materia di imposte di registro, ipotecarie e catastali previste dall'art. 10 del dlgs 23/2011, come modificato dall'art. 26 del dl 104/2013.

Dopo avere illustrato nei dettagli la disciplina sulla tassazione degli atti immobiliari che scaturisce dalle modifiche apportate dall' art. 10, all'art. 1 della tariffa, parte prima, allegata al dpr 131/86, il documento si sofferma sulla disposizione del comma 4 dell'art. 10, il quale stabilisce che, in relazione agli atti in esame (atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in genere e atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresi la rinuncia pura e semplice agli stessi, i provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e i trasferimenti coattivi), «sono soppresse tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi speciali» (il ddl Stabilità 2014 prevede, però, il mantenimento delle agevolazioni per l'imprenditoria agricola).

In proposito, il notariato, premesso che restano evidentemente in vigore tutte le agevolazioni tributarie ed esenzioni riferite ad atti non riconducibili all'ambito applicativo dell'art. 10, ritiene che «la soppressione non dovrebbe riguardare, invece, quelle disposizioni aventi un ambito più ampio, funzionali a particolari istituti o al perseguimento di determinati fini o interessi rispetto ai quali il trasferimento di beni non costituisce l'oggetto dei regimi di favore e che potrebbero trovare applicazione anche (ma non solo) rispetto ai trasferimenti immobiliari, a prescindere dalla loro natura onerosa o gratuita». La soppressione non può operare come una taglio lineare e travolgere «quei regimi fiscali agevolati fondati su situazioni di particolare meritevolezza sul piano dei principi e delle guarentigie costituzionali, pena la possibile sospetta irragionevolezza».

Dovrebbero quindi salvarsi, ad esempio:

- il regime agevolato per la sistemazione dei rapporti patrimoniali tra coniugi separati o tra ex coniugi, basato sulla tutela e sulla semplificazione della difesa in ambito giudiziale;

- per la medesima ragione, il regime agevolato in ambito di mediazione, conciliazione giudiziale e predibattimentale;

- i regimi agevolati afferenti il razionale sfruttamento del suolo ai sensi dell'art. art. 44 della costituzione, ovverosia le agevolazioni previste nell'ambito della legge Bucalossi, nonché dall'art. 32 del dpr 601/73.

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