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Rinnovabili: aiuti per una bolletta meno cara

del 14/12/2013
di: La Redazione
Rinnovabili: aiuti per una bolletta meno cara
Abbattere il costo della bolletta elettrica per imprese e famiglie, attraverso una riduzione della componente A3: quella finalizzata a finanziare gli oneri di sistema legati agli incentivi per l'energia rinnovabile. Oneri che al momento pesano per il 20% della bolletta elettrica di una famiglia tipo, mentre la componente A3 pesa per il 90,6% dell'intera bolletta. Il pacchetto sviluppo mette in campo tre mosse per tagliare il caro elettricità. Eccole:

- primo: l'Autorità per l'energia dovrà aggiornare ogni tre mesi il prezzo di riferimento per i clienti non riforniti dal mercato libero, dove a suo tempo era stata introdotta la tariffa bioraria. Questo perché l'attuale metodo di tariffazione biorario non è più conveniente per i consumatori;

- secondo: dal 1° gennaio 2014 il prezzo a cui il Gse pagherà l'energia elettrica prodotta da impianti rinnovabili non sarà più superiore al prezzo di mercato (come avviene oggi, con la differenza scaricata sulla componente A3). Ma sarà pari al prezzo zonale orario dell'energia. Il che dovrebbe ridurre gli oneri complessivi in bolletta di circa 170 mln di euro l'anno;

- terzo: il governo introduce uno strumento volontario per spalmare nel tempo gli oneri connessi alla incentivazione delle fonti rinnovabili.

Il produttore di energie rinnovabili dovrà accedere da subito a un incentivo ridotto (il cui taglio sarà definito da un futuro decreto del ministero dello Sviluppo economico, redatto di concerto col dicastero dell'Ambiente). Ma in cambio di questo sacrificio avrà accesso a un periodo di incentivazione più lungo di sette anni. Inoltre, chi accetterà la rimodulazione, alla fine del periodo di agevolazione potrà avere accesso a nuovi incentivi per il rifacimento e la ricostruzione degli impianti sullo stesso sito. Per i produttori di energie rinnovabili che, invece, decideranno di continuare a godere del regime agevolativo spettante per il periodo residuo, viene posto un blocco di accesso a nuove agevolazioni: per i dieci anni successivi alla fine del regime di incentivi a cui oggi accedono, qualunque investimento effettuato nello stesso sito in cui hanno l'impianto rinnovabile non avrà diritto ad agevolazioni di alcun tipo. E questo vale anche per il cosiddetto ritiro dedicato di energia o lo scambio sul posto.

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