Consulenza o Preventivo Gratuito

Casa, maxi-multe senza l'Ape

del 14/12/2013
di: Pagina a cura di Luigi Chiarello
Casa, maxi-multe senza l'Ape
Chi compra o affitta casa dovrà dichiarare (con una clausola ad hoc inserita nel contratto di compravendita o di locazione) di aver ricevuto informazioni e documentazione circa l'attestato di prestazione energetica degli edifici (Ape). Copia dello stesso attestato andrà inserito nel rogito e in qualunque atto di trasferimento a titolo oneroso di immobili. Lo stesso obbligo vale per i contratti di affitto degli immobili, con la sola esclusione delle locazioni di singole unità immobiliari. Qualora la dichiarazione informativa e la copia dell'attestazione energetica non siano state allegate all'atto, quest'ultimo non sarà più causa di nullità di contratto, come previsto oggi dall'articolo 6 del dlgs 192/2005. Ma entrambe le parti (acquirente e venditore, o, in caso di affitto, locatore e conduttore) dovranno pagare in solido e in parti uguali una sanzione compresa tra tremila e 18 mila euro. «Multa» che scende in un range compreso tra mille e 4 mila euro per i casi di mancata dichiarazione relativi ai contratti di locazione di singole unità immobiliari; ma se la durata della locazione non supera i tre anni la sanzione viene dimezzata. La novità è contenuta nel decreto legge in materia di sviluppo, approvato ieri dal consiglio dei ministri. Un tassello del più ampio piano Destinazione Italia, che non potrà non avere un impatto sul mercato delle compravendite immobiliari e delle locazioni. Peraltro, piuttosto asfittico per via della crisi economica. Ma non è finita: il governo indica anche a quale autorità spetti accertare e contestare le eventuali violazioni alle parti: sarà la Guardia di finanza o, all'atto della registrazione dei contratti di compravendita e locazione, l'Agenzia delle entrate. Ambedue le autorità, ai fini del proseguimento dell'iter sanzionatorio, dovranno però far rapporto al prefetto. Il decreto legge esonera invece dagli obblighi sull'Ape tutti gli atti di trasferimento immobiliare a titolo gratuito, in quanto chi riceve l'immobile, spiega la relazione illustrativa al decreto legge, «non deve né può svolgere alcuna valutazione sulla qualità dell'immobile che riceve». Infine, il decreto legge prevede anche una sorta di clausola di salvaguardia per le compravendite e le locazioni già effettuate, per cui sia stata già accertata e sanzionata la violazione degli obblighi Ape con la comminatoria di nullità del contratto. A meno che questa nullità non sia già passata in giudicato (cioè definitivamente dichiarata), dietro richiesta di almeno una delle due parti essa potrà essere sostituita con le nuove sanzioni previste dal decreto legge. Che andranno così a cancellare (retroattivamente, rispetto all'entrata in vigore del dl) ogni ipotesi di nullità dell'atto, ma solo previo pagamento di una sonora multa. In questo modo, il principio di irretroattività delle sanzioni amministrative (spiega la relazione allegata al decreto) risulterà salvo, poiché la «sostituzione» di pena avviene per espressa richiesta dei soggetti interessati. E, soprattutto, così facendo, l'esecutivo pensa di salvare il commercio giuridico dall'incertezza, «insita», dice, «nella sanzione di nullità contrattuale, per sua natura idonea a propagarsi senza limiti in danno di ogni successivo acquirente del medesimo bene». Che tradotto significa: la minaccia di una multa per entrambe le parti in causa le obbliga a mettere in regola l'immobile e a non effettuare compravendite irregolari. Cosa molto più efficace di una dichiarazione di nullità dell'atto, che presuppone l'accendersi di un contenzioso giuridico per iniziativa di una delle parti.

© Riproduzione riservata

vota