Il Parlamento, spiega una nota, si è adoperato affinché il campo di applicazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (Feag) sia nuovamente prorogato per aiutare le persone che hanno perso il lavoro a causa della crisi economica (questa misura era in vigore per il periodo 2009-2011), in aggiunta al suo obiettivo primario di contrastare gli effetti della globalizzazione. La soglia per l'attivazione dell'aiuto è di 500 esuberi. Inoltre, nuove categorie di lavoratori potranno beneficiare del Feag, come i lavoratori con contratti a tempo determinato, i lavoratori temporanei e gli indipendenti.
Secondo il testo di compromesso l'aiuto del Feag potrà essere erogato temporaneamente anche ai giovani che non rientrano nelle categorie di studenti, lavoratori o in formazione, purché provengano da zone colpite da licenziamenti.
Il sostegno del Feag integra i contributi degli Stati membri per cofinanziare le misure che permettono ai lavoratori in esubero di rientrare nel mercato del lavoro, ma non potranno in alcun caso sostituire i contributi nazionali previsti per la disoccupazione. Su insistenza del Parlamento, il contributo del Feag potrà coprire fino al 60% del costo delle misure, quali l'aiuto per la ricerca di occupazione, la formazione e il sostegno per la creazione di nuove aziende. La Commissione aveva inizialmente proposto di fissare il tetto del contributo Ue al 50%. L'accordo dovrà ora essere approvato dal Consiglio il 16 dicembre, per permettere al programma di entrare in vigore il 1° gennaio 2014.
