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Per la crisi c'è un'impennata dei reati fiscali

del 12/12/2013
di: Simona D'Alessio
Per la crisi c'è un'impennata dei reati fiscali
La crisi economica «spinge» i reati fiscali: +62,6% nei primi nove mesi del 2013, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E mette in allarme i magistrati il numero dei procedimenti (ancora incalcolabile), visto che le stime elaborate dai funzionari dell'Agenzia delle entrate segnalano per il 2014 «un aumento del 74% delle omesse dichiarazioni dei redditi, e del 59% dell'omessa dichiarazione» di altre imposte. È quanto si legge nel Bilancio di responsabilità sociale della procura di Milano, diffuso ieri, secondo cui i fascicoli aperti per omesse dichiarazioni dei redditi sono stati 447 nel periodo che va da gennaio a settembre, e 436 per l'omessa dichiarazione; tuttavia, si precisa, esaminando tutti i reati di natura tributaria, a fronte di 2.819 casi giacenti, sono state registrate 4.447 nuove aperture e 3.896 definizioni, con un saldo di 3.370 fascicoli restanti. L'impennata di fattispecie di reato di carattere fiscale, fra cui gli omessi versamenti Iva, viene attribuita («in gran parte») alla congiuntura negativa e alla scarsa disponibilità finanziaria dei cittadini, così come la stessa motivazione «giustifica» la risalita dei crimini economici in generale (+23% in un anno). La procura del capoluogo lombardo sottolinea, a seguire, la discesa dei reati societari, ora giunti a «numeri irrisori» (23 casi), mentre è in leggera crescita il falso in bilancio (26), quale diretta conseguenza della «sostanziale sparizione dell'applicazione» della frode contabile, «anche per via della sua depenalizzazione», come confermato dai dati antecedenti la riforma (dlgs 61/2002), quando cioè «il numero dei procedimenti annui iscritti era di 146 nel 2000, e di 142 nel 2001». Nel documento, inoltre, si rimarca la cifra irrilevante degli episodi in cui è stato riscontrato il reato di riciclaggio, laddove la disciplina risulta «sostanzialmente inapplicabile, a causa della mancata adozione della condotta di auto-riciclaggio». Infine, viene messo in risalto il trend, seppur leggermente decrescente, delle circa 20 iscrizioni di fascicoli all'anno negli uffici giudiziari di Milano per responsabilità delle imprese (ex dlgs 231/2001).

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