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Revisori e commercialisti, forse

del 12/12/2013
di: di Benedetta Pacelli
Revisori e commercialisti, forse
Il parlamento si schiera a favore dell'equipollenza per i commercialisti in materia di accesso al registro dei revisori. Ma resta l'incognita del governo. Mentre, infatti, i senatori di alcuni gruppi parlamentari (Scelta civica e Ncd) hanno appoggiato il principio dell'equipollenza tra l'esame da dottore e quello da revisore, della formazione continua dei commercialisti valida anche per i revisori e del tirocinio riconosciuto idoneo per i revisori (seppure integrato di 18 mesi) e li hanno inseriti in alcuni emendamenti ad hoc al dl 126/13 in discussione in commissione bilancio del senato, la doccia fredda potrebbe arrivare da governo e Ragioneria generale dello stato.

Sono attesi per oggi infatti, come ha spiegato a ItaliaOggi Magda Zanoni (Pd) relatrice al provvedimento, questi due pareri che potrebbero essere determinanti per il buon esito della partita sulla revisione legale. «Fino ad ora, non vi sono certezze che gli emendamenti presentati al comma 18 e 19 dell'articolo 1 saranno approvati. Anzi, da quel che mi risulta fino ad oggi pomeriggio, le intenzioni del governo erano quelle di lasciare intatti questi due commi secondo il testo in entrata. Poi, come sappiamo, tutto può ancora accadere, noi stiamo cercando di analizzare il testo con molta attenzione, oltretutto potendo contare su un po' di tempo in più visto che la camera è ancora impegnata nella discussione della legge di stabilità».

L'unica certezza è per ora il fronte comune della commissione senato (ma anche di quello della camera) in materia di equipollenza. Uno degli emendamenti presentati prevede, infatti, per i commercialisti la possibilità di iscriversi al registro senza alcune esame integrativo, come invece ha stabilito il nuovo e recente regolamento in materia. Su questo punto, poi, la relazione all'emendamento si affida al parere del ministero dell'università, confermando l'esonero per chi ha già superato l'esame di stato e specificando che poiché la riforma delle professioni ha ridotto il tirocinio per i commercialisti a 18 mesi, la frazione di «tirocinio mancante potrà essere integrata con un ulteriore periodo da svolgersi presso un revisore legale», ottemperando così alla direttiva europea che fissa in 36 mesi il periodo di tirocinio per i revisori.

Le ipotesi di modifica, poi, affrontano il tema della formazione continua già un obbligo per i dottori commercialisti. Proprio per questo, si legge nella relazione, «appare necessario attribuire analoga equivalenza alle attività formative già svolte dai professionisti iscritti agli albi». Il senso della norma è quello di fare in modo che i crediti formativi ottenuti dai commercialisti (90 in un triennio) siano riconosciuti validi anche per i revisori, a patto però che gli eventi formativi abbiano come oggetto le materie connesse alla revisione.

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