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Il sistema energetico al servizio del paese

del 11/12/2013
di: Carlo De Masi segretario generale Flaei-Cisl
Il sistema energetico al servizio del paese
Il consumo elettrico nazionale rispetto all'anno precedente è sceso del 2,3%, secondo l'ultimo rapporto sull'indice di liberalizzazione in Italia (Ibl 2013), per la quota parte di energia prodotta in Italia e del 4,5% rispetto all'energia importata, con un valore medio nel 2012 del -3%. Questo calo della domanda, oltre che risentire della crisi, pone in evidenza gli elementi negativi presenti nel sistema elettrico nazionale, conseguenti a una liberalizzazione incompiuta e a progressive privatizzazioni spinte dalle aziende che hanno disintegrato l'industria elettrica italiana. L'apertura alla concorrenza nel mercato elettrico è stata compiuta senza un vero disegno strategico né garanzie sugli effetti prodotti e sulle ricadute per cittadini e imprese; a ciò va aggiunta una gestione fatta di scelte sbagliate, errori strategici e mancata programmazione energetica. Il risultato sotto gli occhi di tutti è che il costo della bolletta elettrica resta il più caro d'Europa. Una famiglia media italiana paga per l'energia elettrica un costo a kWh che in media è superiore al 25/30% del continente e in alcuni casi può arrivare fino al 75% in più rispetto alla media europea. Allineando i prezzi alle medie europee, e alle performance offerte, le famiglie italiane risparmierebbero per l'elettricità circa 1,4 miliardi di euro. Se analizziamo i costi per le imprese la situazione peggiora: le piccole e medie per l'energia elettrica pagano un costo a kWh ancora più alto rispetto ai loro concorrenti internazionali.

A oggi la situazione si riassume dunque con prezzi più alti, servizi peggiori, centrali ferme, posti di lavoro sempre più a rischio. La Genco (Edipower) è stata smembrata, Tirreno Power è in difficoltà (vedi anche vicenda Vado Ligure), E.On ha deciso di cedere gli asset italiani (anche singolarmente).

Eppure di problematiche così rilevanti per il sistema Paese non se ne parla e il silenzio della politica è divenuto ormai assordante. La situazione in atto meriterebbe maggiori approfondimenti e un dibattito a più voci che la Flaei e la Cisl hanno sollecitato da tempo in ogni sede. Al riguardo, la Flaei ha sviluppato al suo recente congresso nazionale (maggio 2013) una riflessione, presentando 4 contributi progettuali (Rinnovabili ed efficienza energetica, sostegno alla generazione tradizionale, reti e innovazioni tecnologiche, decommissioning e deposito nazionale), che ha sottoposto a governo e istituzioni. Proposte ribadite nel corso della recente audizione dei sindacati presso la X commissione attività produttive della camera dei deputati, in merito alla strategia energetica nazionale. Non dobbiamo fare l'errore di pensare in piccolo e solo nell'immediato, occorre portare a compimento la trasformazione di alcuni grandi impianti di generazione elettrica per ridurre l'impatto ambientale di vecchie centrali da dismettere, assicurare una stabilità dell'offerta elettrica e un mix adeguato in un disegno di modernizzazione delle grandi reti strategiche nazionali, a partire da quelle energetiche, che rappresentano il nuovo orizzonte dello sviluppo.

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